mercoledì, 22 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Europa fissa gli obiettivi di sviluppo per tutti
Pubblicato il 17-11-2016


Patto stabilita-EuropaPer la prima volta nella storia, ieri, l’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di sviluppo per l’eurozona in +0,5% del PIL. Significa che per i Paesi dell’Eurozona il PIL dovrebbe crescere in media dello 0,5%. Alcuni Paesi supereranno la media prefissata di sviluppo, altri Paesi si troveranno al di sotto di tale media. La Commissione dell’UE ha fissato le regole. Chi si troverà sopra la media verrà premiato, chi si troverà nella media o ad un livello inferiore verrà penalizzato. Paesi come la Germania che potrebbero trovarsi molto probabilmente ad un livello di sviluppo maggiore, potranno utilizzare la differenza in eccedenza per alimentare una domanda interna e per nuovi investimenti. I Paesi che non avranno un surplus del PIL rispetto all’obiettivo, dovranno fare i conti con i problemi di bilancio per rispettare i parametri fissati dalla UE. Facilmente si può dedurre che i Paesi con l’incremento più alto del PIL avranno più possibilità di crescita futura della propria economia, mentre i Paesi della UE con una economia più debole continueranno ad essere penalizzati nella costruzione di un loro sviluppo economico. Questo segnale è in controtendenza rispetto ai principi fondanti dell’Unione Europea. Gli accordi originari si fondano sul concetto di solidarietà tra i popoli.

Per risolvere la crisi cronica dell’UE, bisognerebbe superare il clima da consorteria che aleggia tra i Governi presenti nella Commissione Europea. Bisognerebbe continuare seriamente il processo di unificazione e di integrazione per la costruzione di una Unione Europea in Stato Federato. Si dovrebbe iniziare a lavorare al più presto possibile per definirne la Costituzione, per omogeneizzare il costo della vita tra i diversi paesi aderenti, unificare il welfare, la contrattazione del lavoro, la politica fiscale, la difesa e la politica estera. Certamente ci vorrà del tempo, ma è indispensabile che gli atti della UE siano gradualmente finalizzati al raggiungimento di tale obiettivo. Invece, oggi, si alimentano tensioni e spinte centrifughe come se ci fosse una volontà recondita e perversa finalizzata allo sgretolamento dell’Unione Europea. L’Europa Nazione consentirebbe, nel tempo, notevoli risparmi sulla spesa della pubblica amministrazione liberando risorse che potrebbero essere investite in una diversa politica di sviluppo economico in cui il PIL dell’eurozona potrebbe crescere con valori percentuali interi superando la marginalità degli obiettivi conseguibili attualmente. Se l’Italia si è astenuta per l’approvazione del bilancio dell’UE, ha ragioni ben fondate. Sono troppo esigue le risorse messe a disposizione dell’Italia per sostenerla sulle questioni di cui l’Italia necessita.

Oltre ai fondi per lo sviluppo sostenibile, non si riscontrano aiuti significativi per le calamità naturali che hanno colpito l’Italia e sono insufficienti le risorse messe a disposizione per fronteggiare le problematiche dell’immigrazione di massa dall’Africa e da altre zone del mondo.

Salvatore Rondello

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