sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lo spread vola sopra 160, mercati europei in calo
Pubblicato il 02-11-2016


spreadI mercati europei risentono il clima delle incertezze politiche principalmente per l’andamento dei sondaggi sulle elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti. La borsa di Milano con il calo dell’1,35% registra il ribasso maggiore rispetto alle Borse europee: Parigi 0,75, Francoforte 0,90 e Londra 0,50. L’ondata speculativa negativa iniziata con i mercati asiatici sta investendo tutti i mercati occidentali. Ancora più complessa è la questione italiana dove lo spread tra Btp e Bund ha superato 160 punti per ridiscendere a 155. Per la questione italiana l’ondata speculativa è alimentata anche dal referendum sulla Costituzione. All’estero la modifica della nostra Costituzione sarebbe ben vista. La preoccupazione che prevalgano i no alimenta fobie ingiustificate. Strutturalmente il quadro economico ancora non è mutato, ma potrebbe mutare con il mutare dello scenario politico internazionale. Un aumento dello spread sui Btp significa maggiori oneri finanziari per il debito pubblico italiano con incidenza nel medio e lungo periodo. Inoltre la tragedia del terremoto nell’Italia centrale, necessita di mezzi finanziari per la ricostruzione di tutto ciò che è stato distrutto. Bisogna anche tenere conto che il terremoto ha messo in crisi la struttura produttiva di vaste aree del territorio anche se prevalentemente ad economia agricola.
Il rafforzamento delle posizioni di Donald Trump indebolisce il cambio del peso messicano sul dollaro statunitense che a sua volta si indebolisce rispetto all’euro risalito a 1,1095. Continua il calo dei prezzi del greggio per il calo della domanda che determina a sua volta un eccesso di offerta. Il calo della domanda è dovuto al diffondersi delle forme energetiche alternative al petrolio per la produzione di energia elettrica e per l’alimentazione dei mezzi di locomozione.
Per quanto concerne l’occupazione, nel mese di ottobre, la Germania ha diminuito il tasso di disoccupazione raggiungendo un nuovo minimo storico dalla riunificazione. Negli Stati Uniti, la crescita dei posti di lavoro è inferiore alle attese (attesa di 170.000 contro i 147.000 nuovi occupati) sempre per lo stesso periodo.
La Federal Reserve lascerebbe per adesso invariata la manovra sui tassi rinviando a dicembre la stretta monetaria.
Le incertezze in atto alimentano una forte volatilità su tutti i mercati per le azioni, i bond, le valute e le materie prime.

Salvatore Rondello

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