giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Locatelli: “Ok legge di bilancio, ma basta porre fiducia”
Pubblicato il 25-11-2016


BicameralismoIl governo ha incassato la fiducia della Camera sulla legge di Bilancio con 348 sì e 144 no. Il voto finale sul provvedimento, che passerà poi all’esame del Senato, è previsto per lunedì. Il Governo, come preannunciato in conferenza dei capigruppo giovedì, ha posto venerdì mattina la questione di fiducia sul Ddl di Bilancio nel testo approvato dalla Commissione. Con 241 modifiche votate e approvate dalla Commissione Bilancio, grazie anche a una maratona no stop di 24 ore in Commissione è arrivato il primo sì alla manovra 2017-2019.

Le modifiche approvate vanno dall’ampliamento delle finalità cui possono essere destinati i 5 miliardi di investimenti pubblici del cosiddetto “Fondo Renzi”, tra cui il risanamento delle periferie e le opere di fognatura e depurazione, alle pensioni con l’allargamento delle platee sia per l’uscita anticipata delle lavoratrici (Opzione donna) sia di beneficiari dell’ottava salvaguardia-esodati. Ma ci sono anche norme come quella ribattezzata “De Luca” sulla nomina dei commissari alla sanità che torna ai governatori, che hanno animato (e non poco) il confronto politico tra maggioranza, Governo e opposizioni. O, ancora, misure di settore come il finanziamento, presente in ogni legge finanziaria che si rispetti, per le fondazioni lirico-sinfoniche, il “bonus musica” per i 18enni o l’istituzione del Fondo per la rievocazione storica.

Per Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista alla Camera “la legge di bilancio in discussione è indubbiamente uno strumento che rilancia gli investimenti e riprende una politica economica anticiclica che consente al nostro Paese di rafforzare la crescita, aumentare l’occupazione, implementare i provvedimenti per l’equità sociale e proseguire sulla strada delle riforme strutturali. Siamo convinti che sia stato compiuto uno sforzo importante per rendere la politica economica espansiva, anche a rischio di esporre il nostro Paese ad una certa deviazione dall’aggiustamento dei conti previsto dagli accordi sottoscritti in sede europea; una decisione certamente difficile, ma giustificata da fatti gravi come il terremoto o i persistenti flussi migratori, ma anche dalla sempre più diffusa consapevolezza che il sistema nel suo complesso non è più in grado di sopportare nuove dosi di austerità. La manovra comporta un’esposizione delicata del nostro Paese del rapporto con l’Europa, ne siamo consapevoli, ma riteniamo che sia giusta così com’è”.

“Sono state fatte delle scelte, indicate delle priorità, decisi degli impegni di spesa e operati tagli, ma – ha continuato Locatelli – su tutto questo il Parlamento dovrebbe avere voce in capitolo fino alla fine. È vero che la Commissione bilancio ha lavorato moltissimo sul testo, accogliendo richieste di cambiamento, e sottolineo quelle proposte dall’Intergruppo donne, e per questo voglio ringraziare il presidente Boccia e tutti i colleghi e le colleghe, ma la richiesta di approvazione con voto di fiducia rende impossibile non tanto ulteriori modifiche, ma la condivisione piena della responsabilità finale della manovra. Noi Socialisti voteremo con lealtà la fiducia e in questo caso con minori difficoltà di altre volte, ma il mio appello è quello di limitare in futuro questo uso, a volte abuso soprattutto su provvedimenti delicati, come lo fu per la legge elettorale. La fiducia comprime il ruolo del Parlamento e nello stesso tempo priva il Governo di un sostegno non obbligato che viene dalla piena condivisione della responsabilità di scelte che riguarderanno tutto il Paese. Comunque, fiducia”.

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