giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ERRORI DI CALCOLO
Pubblicato il 14-11-2016


copertina-faldoniNonostante i buoni propositi e i buoni auspici, oggi arriva il rinvio per la Legge di Bilancio a Montecitorio. La causa è dovuta al decreto fiscale collegato alla manovra, la Ragioneria generale dello Stato ha riscontrato problemi di copertura relativi a tre emendamenti e il relatore di maggioranza ha quindi chiesto il rinvio del testo alle commissioni Bilancio e Finanze per le necessarie modifiche.
L’intoppo del decreto fiscale che tornerà in Aula domani, dopo un ulteriore passaggio obbligato in Commissione, riduce infatti lo spazio per l’esame della manovra che però, secondo il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd), non scavallerà a dopo il referendum. “Lo escludo e faccio appello al senso di responsabilità di ognuno”. Ma che “si possa slittare di un giorno” può sempre succedere, aggiunge. Riguardo alla tempistica della legge di Bilancio al momento è stata calendarizzata in Aula il 24 novembre.

“Per evitare problemi sulla manovra chiederò che ogni riformulazione” di emendamenti che implichi “una spesa sia firmata dalla Ragioneria generale dello Stato”. Ha specificato Boccia.

Il relatore per la commissione Finanze al Dl fiscale collegato alla manovra, Giovanni Sanga (Pd), ha chiesto in Aula alla Camera il rinvio in commissione del provvedimento per problemi di copertura su due articoli e per un errore materiale da correggere. La votazione si svolgerà domani alle 10,30, mentre l’ok in prima lettura al decreto sulla rottamazione delle cartelle sarà probabilmente posticipato a mercoledì.
Sanga ha fatto riferimento, in particolare, a problemi riguardanti profili di copertura per un articolo aggiuntivo all’articolo 2 (sull’affidamento della riscossione da parte degli Enti locali) e all’emendamento all’articolo 7 che consente la permanenza temporanea nel regime forfettario detto ‘dei minimi’.
La prima misura che dovrà essere rivista dispone che il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali è effettuato sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore o mediante F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici, mentre per le entrate diverse da quelle tributarie il versamento è effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti elettronici.
Mentre la seconda criticità, quella ‘sui minimi’, la misura prevede che se il contribuente che applica il regime fiscale agevolato possa continuare a goderne anche se ha conseguito ricavi o compensi superiori alle soglie di legge (15mila euro) con l’applicazione dell’aliquota del 27% sulla quota eccedente il tetto. Questo però rischia di allargare a dismisura la platea degli aventi diritto, aumentando l’onere per le casse dello Stato. I problemi non sono solo per la Ragioneria di stato, occorrerà poi una correzione formale al comma 13bis dell’articolo 1 (quello sull’abolizione di Equitalia), che contiene un errato rimando di legge.

Restano quindi tutti i nodi da sciogliere, nonostante le anticipazioni. Dagli emendamenti sui bonus genitori, alla web tax, per finire all’opzione donna sulle pensioni e al taglio del canone Rai e il finanziamento delle emittenti locali.

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