sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CONTI IN SOSPESO
Pubblicato il 07-11-2016


renzi-juncker“L’Italia oggi, nel 2016, può spendere 19 miliardi in più, che non avrebbe potuto spendere se non avessi riformato il Patto di stabilità nel senso della flessibilità indicato. Sono del parere che la saggezza vuole che teniamo in conto i costi del terremoto e dei rifugiati, come è vero anche per la Grecia, in Italia. Ma i costi aggiuntivi delle politiche dedicate alle migrazioni e al terremoto in Italia sono lo 0,1% del Pil, mentre l’Italia ci aveva promesso di arrivare ad un deficit dell’1,7% nel 2017 ed ora ci propone un deficit del 2,4% in ragione del terremoto e dei rifugiati, quando i costi sono dello 0,1%”. Sono le parole del presidente della commissione Jean-Claude Juncker. Insomma continua la guerra dei numeri tra Italia e la Commissione europea sulle legge di bilancio. “Siamo in rapporto stretto con il governo italiano – ha detto ancora Juncker – come con tutti gli altri, per vigilare su tutto. Ma non bisogna più dire, e se lo si vuole dire lo si può fare ma me ne frego in realtà, che le politiche di austerità vengono continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza”.

E poi un duro affondo: “La Commissione che presiedo ha introdotto nell’interpretazione del Patto di stabilità degli elementi di flessibilità che sono andati a beneficio di un certo numero di stati membri. Prenderei l’esempio dell’Italia perché l’Italia non smette di attaccare la Commissione a torto e questo non produrrà i risultati previsti”.

Alle parole del presidente della Commissione si aggiungono quelle del commissario agli affari economici Pierre Moscovici che parlando con i giornalisti prima dell’inizio del’Eurogruppo  che affermato che con  l’Italia “resta del lavoro da fare per far avvicinare le  cifre e le misure. La Commissione è pronta a tenere conto della la flessibilità di bilancio sulla base del fatto che l’Italia è in prima linea nell’affrontare l’emergenza migranti in nome e per conto dell’Europa e anche dei disastri naturali che l’hanno colpita in queste recenti settimane”, ha aggiunto il responsabile Ue delle politiche di  bilancio. “La Commissione europea è positiva, comprensiva, ciò detto, è importante che le regole siano rispettate”.

Il  commissario francese ha aggiunto che tra Bruxelles e Roma “ci  sono ancora sforzi da fare per trovare un terreno comune in uno spirito costruttivo per integrare la flessibilità” e che “anche se il Patto è intelligente, le regole devono essere rispettate”. Moscovici si incontrerà con Padoan a margine delle riunioni a Bruxelles proprio per discutere della ‘finanziaria’ 2017. Il commissario ha aggiunto che nella riunione  dell’Eurogruppo “non parleremo i deficit perché la settimana prossima la Commissione definira’ l’ analisi della  situazione macroeconomica. Avremo le previsioni mercoledì mattina, poi in seguito daremo le nostre opinioni su tutti i bilanci”.

Una serie di uscite che non potevano che scatenare la reazione di Matteo Renzi: “Ho letto le dichiarazioni di Juncker: non facciamo polemiche, solo che sulla sicurezza degli studenti non guardiamo in faccia a nessuno”. Nel corso di un evento sul referendum, il presidente del Consiglio precisa: “Noi rispettiamo le regole, ma le regole devono andare incontro alla stabilità dei nostri figli. Si può discutere di austerity, ma sull’edilizia scolastica non c’è alcuna possibilità di bloccare la posizione italiana: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di Stabilità, che piaccia o no ai funzionari di Bruxelles”.

Bankitalia, manovra 2017 ha un’intonazione espansiva
“La manovra  di bilancio 2017, riducendo l’avanzo primario corretto per gli effetti del ciclo economico di oltre mezzo punto  percentuale del Pil rispetto al 2016, ha un’intonazione espansiva”. Lo ha affermato il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, nell’audizione sul  Ddl Bilancio, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.  “Indipendentemente dalle discussioni in corso in sede europea, la riduzione del peso del debito resta un obiettivo  strategico del Paese. Ne va garantita la credibilità con politiche di riforme strutturali che – sottolinea – accrescano il potenziale di sviluppo dell’economia e, al  tempo stesso, con una coerente azione di bilancio che assicuri un calo progressivo del disavanzo”. E conclude  osservando che “saranno cruciali sia un attento monitoraggio dell’efficacia delle misure di contrasto all’evasione, sia  l’attuazione nei tempi previsti dei piani di privatizzazione;  il controllo della spesa primaria corrente è un’assoluta priorita”. Per Bankitalia la crescita  del Pil dell’1,0% prevista per il 2017 dal Governo “è superiore alle stime dei principali previsori oggi disponibili (che variano tra 0,5 e 0,9), ma non irraggiungibile, tenendo anche conto delle ripercussioni sull’attività economica dell’orientamento nettamente  espansivo della politica di bilancio”.

Corte dei conti, presenti elementi di problematicità su coperture
Per la Corte dei Conti invece “sul fronte delle coperture emergono taluni elementi di problematicità”.  Lo ha affermato il presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nell’audizione sul Ddl Bilancio davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, segnalando che “le maggiori spese sono compensate per meno della metà da tagli di precedenti autorizzazioni”. Considerato il “permanere di vincoli stringenti per la finanza pubblica”, la Corte consiglia “di guardare alla programmazione per il prossimo triennio con particolare attenzione e cautela”. Il presidente fa riferimento alle conseguenze per i conti pubblici, “specie in un contesto che vedrà un probabile ri-orientamento della intonazione della  politica monetaria e, quindi, il venir meno dei suoi positivi riflessi sul servizio del debito”.

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