giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Schulz lascia il Parlamento europeo e torna a Berlino
Pubblicato il 24-11-2016


Merkel-SchulzLa sfida alla Cancelliera Angela Merkel stavolta potrebbe arrivare direttamente dagli scranni del Parlamento europeo, anzi dalla Presidenza. Martin Schulz conferma le indiscrezioni delle ultime ore e annuncia la chiusura della sua esperienza politica a Bruxelles per dedicarsi alla politica tedesca. Lo ha annunciato lo stesso politico alla redazione europea di Ard, secondo quanto riporta anche la Dpa. “Ho preso la mia decisione, l’anno prossimo correrò al Bundestag come capolista del mio partito, l’Spd, nel Land del Nordreno-Vestfalia. Continuerò a battermi per l’Europa dal livello nazionale”. Viene così confermata l’indiscrezione che compare questa mattina sulla prima pagina della Sueddeutsche Zeitung.
Schulz viene considerato, insieme al leader dei socialdemocratici tedeschi Sigmar Gabriel, tra i possibili candidati del partito per competere con la cancelliera cristianodemocratica Angela Merkel, che ha già confermato di correre per un altro mandato, la ritirata di Schulz dall’Europa arriva infatti giusto in tempo, poiché la designazione del candidato socialdemocratico alla Cancelleria è prevista in gennaio.
“In tutto il mio mandato – ha detto Schulz – mi sono sforzato di rendere più influente il Parlamento, unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente”. Schulz ha ringraziato i colleghi deputati e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, “amico e vero europeo”. “Più che mai il mondo ha bisogno di un’Europa forte e unita – ha aggiunto – e la Germania, lo Stato più grande dell’Unione, ha una responsabilità tutta particolare”.
Tuttavia la scelta ‘personale’ e nazionale di Schulz rischia di influire negativamente su un’Europa già barcollante e incerta. La scelta di una sua successione apre una partita che potrebbe coinvolgere non solo l’Europarlamento ma anche il Consiglio Europeo e la Commissione. La conquista della guida degli eurodeputati, metterebbe in totale minoranza i socialisti, in un’Europa ormai a guida quasi esclusiva dei popolari farebbero che hanno la presidenza sia del Consiglio Europeo (con Donald Tusk) che della Commissione (con Jean-Claude Juncker). Di conseguenza se la presidenza degli eurodeputati finisse in mano ai popolari, a farne le spese potrebbe essere Tusk o Juncker.
Ma nemmeno il tempo di vedere uscire dalla porta Schulz che arriva l’ennesima doccia fredda per l’Europa. Il candidato presidenziale dell’estrema destra austriaca, Norbert Hofer, ha affermato che spingerà per un referendum sulla appartenenza alla Ue, se l’Unione diverrà più centralizzata in seguito alla Brexit.
Anche se l’Ue è importante per l’Austria, ha detto Hofer alla Bbc, egli voleva “una Unione Europea migliore”.
Le nuove elezioni presidenziali austriache sono in programma per il 4 dicembre e i sondaggi indicano attualmente una situazione di parità.

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