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Opinioni e commenti
 

Maternità nella Capitale. Raggi dopo le Olimpiadi taglia il bonus-asilo
Pubblicato il 17-11-2016


Foto Roberto Monaldo / LaPresse 07-07-2016 Roma Politica Campidoglio - Prima riunione Assemblea Capitolina Nella foto Virginia Raggi con il figlio Matteo Photo Roberto Monaldo / LaPresse 07-07-2016 Rome (Italy) Rome City Hall - City Council In the photo Virginia Raggi and her son

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
07-07-2016 Roma
Politica
Campidoglio – Prima riunione Assemblea Capitolina
Nella foto Virginia Raggi con il figlio Matteo
Photo Roberto Monaldo / LaPresse

Ieri la sindaca di Roma tagliava una falsa carta di credito. Oggi, invece, ha tagliato un vero bonus-asilo.

“Non abbiamo i fondi”. E no dai così non si può. I cosidetti bonus-asilo sono un diritto certificati dalla legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 dell’ 11 dicembre 2014 e annesso Decreto Interministeriale del 28 ottobre 2014, con i criteri di accesso e modalità di utilizzo delle misure di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, per i voucher alternativi al congedo parentale.

Ma si sa che i grillini sono bravi a ricordare agli altri il rispetto delle leggi venendo colpiti da improvvisa amnesia quando l’incombenza grava su di loro. In soldoni, la legge permette alle madri al termine del congedo di maternità e negli undici mesi successivi di richiedere, al posto del congedo, un contributo (circa 600 euro) per asili nido o baby-sitter.

Il contributo viene erogato dall’Inps ma Le amministrazioni devono anticipare i soldi. Quella romana, però, è a corto di quattrini. Conclusione: davanti alle richieste delle madri (come segnalato da “Repubblica”) gli impiegati sono costretti a fare spallucce. E la città a misura di bambino tanto proclamata in campagna elettorale dove è finita? La parità dei sessi? L’emancipazione? Eppure dovrebbero essere temi sensibili per una amministrazione guidata da donna che ci tiene a essere chiamata sindaca e non sindaco.

La denuncia è stata smascherata da una interrogazione parlamentare firmata dai deputati Orfini, Piazzoni e Miccoli. Hanno evidenziato come l’amministrazione capitolina stia “pregiudicando l’accesso al bonus sancito da una legge dello Stato”. Quindi chiesto al ministro del Lavoro di verificare “la situazione, anche presso l’Inps” e magari “sollecitare il Comune di Roma ad adempiere alla procedura di accreditamento al fine di evitare che i cittadini di Roma possano restare esclusi da un beneficio regolato a livello nazionale”.

Al momento, alle mamme romane in assenza di bonus, non resta altro da fare che imitare la Raggi: portare i propri figli in Campidoglio e sistemarli nella sala Giulio Cesare. A patto che non capitino in una giornata come quella di martedì scorso con la città paralizzata causa sciopero dei trasporti pubblici (e mancanza di soluzioni alternative preventivamente approntate). Ma non è un problema: fra un po’ i cittadini romani avranno a disposizione una splendida funivia per pedoni mentre le piste ciclabili grazie agli ultimi nubifragi sono già spuntate come funghi, insieme alle strade allagate ad altezza ginocchio.

Valentina Bombardieri

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