giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti, il ricatto turco all’Europa di aprire le frontiere
Pubblicato il 25-11-2016


Turkey's President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

Turkey’s President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

Dopo l’invito europeo alla sospensione dei negoziati con la Turchia arriva puntuale, e forse scontata, la risposta del Presidente Erdogan. Il presidente Tayyip Erdogan oggi ha avvertito che la Turchia potrebbe aprire le frontiere ai migranti diretti in Europa se spinta dall’Ue, all’indomani del voto del Parlamento europeo sulla sospensione dei negoziati per l’ingresso di Ankara.
“Se andate avanti, i cancelli della frontiera verranno aperti. Né io né il mio popolo subiremo gli effetti di queste minacce. Non avrebbe importanza se tutti voi approvaste il voto (del Parlamento europeo)”, ha detto Erdogan a un congresso a Istanbul.
E insiste: “Non avete mai trattato l’umanità in modo onesto e non vi siete occupati delle persone in modo giusto. Non avete raccolto i bambini quando (dopo essere annegati, ndr) nel Mediterraneo arrivavano sulle coste. Siamo noi che stiamo nutrendo circa 3,5 milioni di rifugiati in questo Paese. Voi non avete mantenuto le promesse. Quando 50mila rifugiati sono arrivati a Kapikule (la frontiere tra Turchia e Bulgaria, ndr) vi siete messi a urlare e a dire ‘Che faremo se la Turchia apre i valichi di frontiera?’”, ha aggiunto il presidente turco che, in caso di approvazione della bozza della Costituzione, potrebbe rimanere al potere fino al 2029.
Erdogan ha aggiunto che la controversa proposta del partito al governo di consentire agli uomini accusati di abusi sessuali di evitare una condanna non è stata predisposta attentamente, e ritiene che la questione sarà riportata in Parlamento con un più ampio consenso.
La proposta avrebbe consentito il rinvio indefinito della condanna in caso di abuso sessuale commesso “senza la forza, minaccia o raggiro” prima del 16 novembre 2016 se l’autore dell’abuso ha sposato la vittima.
Da parte europea interviene la Germania, da sempre in testa nei trattati con Ankara. Il governo tedesco, però, decide di rispondere diplomaticamente e valuta “un comune successo” l’accordo Ue-Turchia sui migranti. Un patto che “è nell’interesse di tutte le parti”, ha detto a Berlino la portavoce Ulrike Demmer, ribadendo che l’Ue “resta ferma sui propri doveri dell’accordo e li adempie”. “Le difficoltà e le questioni critiche vanno affrontate e risolte attraverso il dialogo”, ha concluso Demmer.

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