sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Norvegia, destra al governo dopo 40 anni di opposizione
Pubblicato il 23-11-2016


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Erna Solberg

L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (14^ puntata).

Il Partito Progressista norvegese, partito nazionalconservatore e liberista, e da diversi anni principale forza politica euroscettica della nazione, da tre anni è al governo alleato con i conservatori, partito dall’attuale primo ministro Erna Solberg. Nell’attuale governo Solberg i progressisti sono a capo di diversi importanti ministeri, come il Ministero delle Finanze, guidato da Siv Jensen, leader del Partito Progressista dal 2006, e il Ministero della Giustizia, guidato da Anders Anundsen, leader della giovanile del partito durante gli anni 90.

Il Partito Progressista nasce nei primi anni 70 come partito personale di Andres Lange, storica figura della destra norvegese, ma vedrà la svolta sotto la guida di Carl Hagen, a capo del partito dal 1978 al 2006, capace di portare il consenso del partito dall’1,9% del 1977 al 22,1% del 2005. Durante la guida Hagen il partito è sempre stato all’opposizione dei vari governi nazionali che si sono succeduti in Norvegia.

Durante l’attuale governo Solberg, il Partito Progressista si è fatto promotore della legge che introduce la possibilità dei medici di dichiararsi medici obiettori e non praticare l’interruzione di gravidanza. La percentuale di medici obiettori ad oggi in Norvegia si aggira attorno al 10%. Inoltre, l’amministrazione Solberg ha in questi anni riformato la sanità norvegese, introducendo norme che favoriscono l’utilizzo delle cliniche private, e la legislazione sul lavoro, agevolando l’utilizzo di contratti a tempo determinato che possono essere interrotti in qualsiasi momento dal datore di lavoro.

Il partito della destra norvegese non è membro di nessuna alleanza internazionale. Per molti anni ha intrapreso una forte collaborazione con il Partito Progressista danese, forza liberista da cui la destra norvegese ha tratto ispirazione. Durante gli ultimi anni della guida Hagen il partito ha intrapreso una serie di collaborazioni con il movimento dell’olandese Pim Fortuyn, con il francese Front National e con le forze di estrema destra alleate del partito di Le Pen. Durante la guida Siv Jensen, il partito si sposta su posizioni più moderate e non intraprende relazioni significative con esponenti dell’estrema destra europea. Alle recenti elezioni americane il partito ha sostenuto la candidatura di Donald Trump. Alle elezioni primarie una corrente vicina all’ex leader Hagen ha sostenuto la candidatura di Jeb Bush, il vicepresidente del Parlamento, Kenneth Svendsen, ha dato il proprio sostegno alla candidatura di Ted Cruz, mentre un’ampia delegazione di parlamentari del partito ha dato il proprio endorsement a Marco Rubio.

Molti micropartiti dell’estrema destra norvegese hanno cessato di esistere negli anni 90, mentre altri come il NasjonalAlliansen e il NorgesPatriotene, hanno cessato di esistere alla fine del decennio scorso. Al momento la maggiore forza politica di estrema destra è quella dei Democratici norvegesi, attivi quasi solamente nelle provincie di Kristiansad e Bregen, città dello storico leader ed ex parlamentare del Partito Progressista, Vidar Kleppe, dove sono riusciti a eleggere qualche proprio rappresentante nei consigli locali.

L’autore della strage del 22 luglio 2011, Anders Breivik, che causò la morte di 77 persone, tra cui 69 ragazzi dell’associazione giovanile del Partito Laburista norvegese, fu iscritto al Partito Progressista fino al 2006, dopodiché intraprese rapporti di collaborazione solo con organizzazioni di altre nazioni, ed in particolare con il movimento neonazista English Defence League.

I cittadini norvegesi si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento il prossimo settembre. I laburisti, che avevano ottenuto il 30,8% alle scorse elezioni, rimangono saldamente la prima forza politica della Norvegia, dati dai sondaggi delle ultime settimane fra il 36% e il 38%. Perdono consenso invece le due forze di governo. I conservatori, che nel 2013 avevano sfiorato il 27%, ora viaggiano fra il 22% e il 24%, mentre il Partito Progressista, al 16,3% tre anni fa, viene ora dato fra il 10% e il 14%. Gli euroscettici di centro, alleati di governo dei laburisti fra il 2005 e il 2013, viaggiano fra il 6% e l’8%, mentre tutte le altre formazioni vengono date dagli ultimi sondaggi sotto al 5%.

Gianluca Baranelli

Gli articoli precedenti:

13 –  Danimarca. L’estrema destra dal volto ‘pulito’ di Carlsen
12 –  Destra nel ‘cuore’ Europa. L’Austria e i ‘secessionisti’
11-  Viaggio nella destra europa. L’Unione di Centro svizzera
10 – Lussemburgo Pil da redord. Lussemburgo senza sorprese
9 – Germania. Dalla ex RDT, i voti alla destra oltranzista
8 – La destra in Europa. L’Olanda e il ruolo ambiguo di Wilders
7 – Belgio. Il terrorismo aiuta il radicalismo politico
6 – Destra. Il calderone francese dai neofascisti agli antisemiti
5 – Spagna, per i sondaggi stallo destinato a continuare
4 – Portogallo. Destre arginate dal ricordo di Salazar
3 – Dal Bnp a Ukip, gli inglesi così civili così di destra
2 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo
1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

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