martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Olindo Guerrini, poeta
e grande romagnolo
Pubblicato il 07-11-2016


casa-del-poetaLa storia della letteratura italiana è rigonfia di nomi autorevoli che sono stati presto dimenticati o relegati fra gli ingegni minori dei nostri narratori. Uno di questi che visse a cavallo tra Ottocento e Novecento è Olindo Guerrini, conosciuto nei testi scolastici più con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti che col suo vero nome.
I ricordi studenteschi vanno subito a quella vena di tristezza con la quale disegnava tutte le sue malinconie passando poi a versi di una spiritosaggine ed argutezza sorprendenti.
Nacque a Forlì il 4 ottobre 1845 ma crebbe a Sant’Alberto piccolo centro del ravennate, nel quale amava spesso ritornare. Il 21 ottobre di quest’anno ricorreva il primo centenario dalla morte.
La sua vera attività di scrittore, poeta e satiro arguto, nonché inventore anche di ricette per cucina con l’utilizzo dei rimasugli poveri, la espletò a Bologna dove dirigeva la Biblioteca universitaria. Università ove ebbe la cattedra Giosuè Carducci fino alla morte avvenuta nel 1906. Ed è qui che lo conosce e vi lega una solida amicizia. Fu grande amico anche di Pellegrino Artusi, con cui condivideva l’amore per la cucina.
Fu assessore comunale a Ravenna, e avviò il locale corpo dei Vigili del Fuoco; fu Console del Touring Club Italiano; fu grande appassionato di bicicletta, ed effettuò diversi viaggi in bici – anche assieme al figlio – nell’Italia settentrionale.
Da qualche mese si è costituita a Sant’Alberto nella sua casa, ora museo, l’Associazione Amici di Olindo Guerrini, a cui si devono alcune delle iniziative più importanti (fra cui nel mese di ottobre una mostra, un convegno e un’edizione critica dei Sonetti romagnoli) che coordina il calendario delle manifestazioni.olindo-guerrini
“Poeta italiano – si legge nella scheda biografica dell’enciclopedia Treccani – compilò anche alcune opere erudite (La vita e le opere di G. C. Croce, 1908). Sotto lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, che egli presentò come un giovane morto di tisi, pubblicò Postuma (1877), Polemica e Nova polemica (1878), versi che costituirono il manifesto del Verismo poetico italiano”.
Quella di Guerrini è una delle voci che si oppongono allo stanco sentimentaleggiare del tardo Romanticismo italiano. Abile polemista, dalle accese punte anticlericali, Il poeta battagliò a lungo contro di esso. Guerrini fu un fecondo verseggiatore dal gusto goliardicamente incline alla beffa e allo scandalo”.
Le cronache dell’epoca e il materiale museale nella raffinata residenza di Sant’Alberto ce lo regalano come un personaggio vanitoso che seppe districarsi da professionista anche nell’arte della fotografia, della musica e della pittura: un piccolo paesaggetto agreste in una teca questa propensione macchiaiola lo rivela.
Alcuni oggetti, come svariate pipe di foggia originale che si faceva fare su ordinazione e una nutrita biblioteca che vantava di aver letto tutta, sono la cornice di un personaggio troppo in fretta relegato in soffitta, anche se i suoi Amici tenacemente dopo cento anni dalla morte a questo non si rassegnano.

Guerrino Mattei

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