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Opinioni e commenti
 

Pensioni. La rata per l’Ape volontaria potrà variare tra il 2% e il 5,5%
Pubblicato il 17-11-2016


Pensioni

APE: 5,5% DELLA RATA PER OGNI DI ANTICIPO

La rata per l’Ape volontaria potrà variare tra il 2% e il 5,5% per ogni anno di anticipo a seconda della percentuale dell’assegno chiesta. E’ quanto si legge nelle tabelle della presentazione degli interventi sulla previdenza in legge di bilancio pubblicata sul sito del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini. Se si chiederà l’85% della pensione netta maturata al momento dell’uscita con l’Ape volontaria la rata media sulla pensione al momento del pensionamento sarà in media del 4,7% per ogni anno di anticipo.

Il documento elaborato da Nannicini contiene molte tavole e anche esempi pratici degli effetti delle norme su singoli casi, portando ad esempio il caso ipotetico di Marco con una pensione lorda di 1.000 euro e quello di Martina con un assegno lordo di 1.615 euro. Nel primo caso la pensione netta sarebbe 865 euro e chiedendo un anticipo dell’85% l”’assegno” che si riceverebbe mensilmente sarebbe di 736 euro per 3 anni e quando scatterà la pensione vera e propria prenderà 725 euro con un ”costo” per vent’anni del 4,6% per ogni anno d’anticipo. Nel secondo caso invece Martina, a fronte di una pensione certificata di 1.286 euro e un anticipo richiesto dell’85% a 1.093 euro, prenderebbe dopo tre anni 1.078 euro con un ”costo” del 4,7% per anno d’anticipo. I conti, ovviamente, considerano anche le agevolazioni fiscali previste. Le tabelle ricordano anche le regole in arrivo.

Boeri

RENDERE OBBLIGATORIA PATERNITA’ DI 15 GIORNI

Rendere obbligatori 15 giorni di congedo di paternità nel primo mese dalla nascita di un figlio Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri che partecipando al convegno ‘Elle Active!’, organizzato dall’omonima rivista all’Unicredit Pavillon di Milano, si è detto anche favorevole introdurre sanzioni per far rispettare il congedo per i papà. Secondo Boeri la proposta può “spezzare il circolo vizioso che si è creato su un equilibrio sbagliato, che vede l’uomo con maggior potere contrattuale nello stabilire chi deve lavorare e chi deve stare con i figli”.

A parere del presidente dell’Inps, la proposta fatta nel corso del convegno di Elle è “fondamentale per un Paese come il nostro, in cui si penalizza in modo pesante la carriera delle madri”. Per rendere il provvedimento efficace, però occorre introdurre una “scelta obbligatoria con tanto di sanzione” per chi non lo rispetta.

L’Economista ha poi citato dati Inps, secondo i quali “il tasso di occupazione delle donne scende dal 65 al 50% per chi ha un figlio e al 30% per chi ha più figli”. A suo dire “in altri Paesi questa differenza è minima ed in Danimarca avviene addirittura il contrario”. Infine, le donne con figli subiscono una “penalizzazione del 15%” a livello salariale. Quanto ai congedi di paternità, “nei primi 6 mesi del 2016, con il passaggio da 1 a 2 giorni di congedo obbligatorio, abbiamo avuti tanti quanti se ne sono fatti nell’intero 2015”.

Secondo Boeri, poi, “i datori di lavoro considerano le donne con figli come un costo e culturalmente si crede che le madri che lavorano siano cattive madri, ma non è così, risultato solo 4 padri su 100 prendono congedi facoltativi”. Quanto al ruolo dei padri, Boeri ha citato “studi fatti in Paesi con la paternità obbligatoria” da cui emerge che “la presenza dei padri ha contribuito allo sviluppo cognitivo dei figli”, perché “anche i padri hanno un ruolo importante nella genitorialità”.

Equitalia

ARRIVA MODULO PER ROTTAMARE CARTELLE

Parte l’operazione ‘rottamazione cartelle esattoriali’. Equitalia ha messo a punto il modulo per aderire alla ”definizione agevolata” e da lunedì scorso 7 novembre è prelevabile sul sito web. il nuovo modello sarà comunque disponibile in tutti gli sportelli del Gruppo. I contribuenti avranno tempo fino al 23 gennaio 2017 per aderire alla definizione agevolata. Il documento – fa sapere Equitalia – dovrà essere consegnato presso gli sportelli Equitalia oppure inviato, insieme alla copia di un documento di identità, all’indirizzo di posta elettronica (email o pec) riportato sul modulo e anche sul portale della società. Sul modulo di adesione, che ha il codice ‘DA1’ i contribuenti, dopo essersi identificati, devono indicare le cartelle Equitalia (e i relativi ‘carichi’) per le quali chiedono la definizione agevolata, definendo la modalità di pagamento. Sarà possibile fare i versamenti in unica soluzione o dilazionarli in un massimo di quattro rate, l’ultima delle quali va saldata entro il 15 marzo 2018. Nel modulo c’è poi la parte relativa agli eventuali giudizi pendenti, ai quali occorre rinunciare. Equitalia invierà entro il 24 aprile del 2017, come previsto dal decreto, una comunicazione ai contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata in cui sarà indicata la somma dovuta insieme ai relativi bollettini con le date di scadenza dei pagamenti.

Manovra

PIU’ TEMPO PER LE CARTELLE PER LA ROTTAMAZIONE

La rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra potrebbe essere estesa anche al 2016, con l’allungamento dei tempi per il pagamento delle rate anche dopo marzo 2018, entro cioè il 31 ottobre dello stesso anno. Gli incassi previsti dall’ operazione saranno così spalmati per il 70% nel 2017 e per il 30% nel 2018.

E’ questo, a quanto si apprende, il contenuto di un emendamento del relatore in Commissioni Bilancio e Finanze della Camera al dl fiscale collegato alla manovra. Sette gli emendamenti presentati dal governo: si va da una proposta sulle cartelle, che prevede la definizione agevolata anche per le somme la cui riscossone non è affidata ad Equitalia, a un emendamento per completare la liquidazione di Expo. Di questi 4 sono stati dichiarati inammissibili per estraneità. Tra le proposte che non superano il vaglio di ammissibilità le misure relative a Expo, le norme che finanziano Rydercup, a quelle che danno contributi alla città di Lecce e a quelle per l’Ilva.

Istat su 80 euro– Circa i due terzi delle risorse destinate alla famiglia e infanzia sono rappresentante dal cosiddetto bonus Irpef 80 euro”. Lo rileva l’Istat in audizione al Senato tornando a sottolineare che, in base a stime di microsimulazione sugli effetti della misura, “solo un terzo della spesa totale per il bonus è destinato a beneficiari che vivono in famiglie collocate nei due quinti più poveri della distribuzione del reddito, mentre metà della spesa viene erogata a dipendenti che vivono in famiglie con redditi medi e medio-alti”.

In costante calo

VIAGGI DI LAVORO ADDIO

Viaggi di lavoro ridotti all’osso: nell’ultimo anno biglietti e prenotazioni per motivi aziendali, d’affari o di rappresentanza sono scesi del 15,1%: passando da 8,112 milioni del 2014 a 6,894 milioni del 2015. Si conferma così un calo già in atto, almeno negli ultimi tre anni. Non una novità quindi, ma le proporzioni della sforbiciata fanno riflettere, almeno come riportate nelle tabelle appena aggiornate dall’Istat: scendono le uscite per congressi, conferenze e convegni (-43,9%), per corsi di aggiornamento (-61,5%) e anche per fiere ed esposizioni (-62,5%).? Non è però solo un fatto di viaggi, di pari passo infatti scendono i lavoratori che si muovono per ragioni legate al loro impiego. Sempre dai dati dell’Istat emerge come, negli ultimi tre mesi del 2015, si siano mosse per tali motivi 840mila ‘teste’, in calo del 15% su base annua (erano 989mila nello stesso periodo del 2014).

Carlo Pareto

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