giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum, polemiche e sondaggi
Pubblicato il 11-11-2016


schede_referendum“Il fallimento dei sondaggisti non è una novità, basti pensare alla Brexit ma anche all’Italia nel 2013. Quanto al referendum “è più facile dire ‘voto no’ che ‘voto sì'”. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi commentando i sondaggi sul referendum che danno il ‘no’ in vantaggio. La vicenda statunitense, con il clamore destato dalla distanza tra gli scenari previsti da politici e analisti di fama internazionale e la  realtà sancita dagli elettori nelle urne, porta a una riflessione sui limiti di uno strumento d’indagine tra i più amati e odiati dai  politici di ogni schieramento: “Se vedo le grandi testate – afferma  Nencini – pare che l’influenza si sia limitata alle due grandi coste, la costa est dove hanno vinto i democratici e l’America profonda che ha votato in maniera decisamente diversa”.

Dall’altra parte dell’oceano, invece, “c’è un’Italia, e c’è un mondo, che sta sulla rete e ha un comportamento diverso nella vita quotidiana e c’è un’Italia profonda, così come c’è un’America profonda, che noi ad esempio abbiamo conosciuto ai tempi della Dc e di Forza Italia, che ti dice che voterà in un modo, ma quando si trova nel seggio elettorale, poi, vota in un modo diverso”. E la cosa “potrebbe  succedere anche in occasione del referendum del prossimo 4 dicembre”.

Infatti per un sondaggio dell’Istituto Ixè, illustrato ad Agorà (Raitre) si attesta al 61% (+3% in 7 giorni) l’attuale affluenza alle urne in vista del referendum costituzionale, mentre si allarga a 3 punti la forbice tra Sì e No, a vantaggio di chi è contro la riforma. (40% a 37%). Una settimana fa la situazione era 39% a 38% per il No. Nel dettaglio gli elettori del Pd rimangono fortemente propensi a votare Sì (71%), quelli M5S e Lega Nord a votare No (71% e 61%).

Intanto proseguono le polemiche sul voto referendario. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inviato una lettera agli italiani all’estero, in cui afferma che “la riforma costituzionale” è “un altro tassello per rendere più forte l’ltalia”. “Qualcuno dice che si tratta di tecnicismi, che non incidono realmente sulla vita del Paese. Tutt’altro – spiega Renzi – Con questa riforma, superiamo finalmente il bicameralismo paritario, un sistema legislativo che esiste solo in Italia, e costringe ogni legge ad un estenuante ping-pong tra Camera e Senato. Anni per approvare una legge, quando il mondo, fuori, corre veloce”. Una lettera che non è piaciuta affatto ai sostenitori del No tanto che l’ufficio stampa del Partito Democratico ha dovuto rendere noto che la lettera del segretario Matteo Renzi è una iniziativa elettorale del Pd, sostenuta interamente dal punto di vista economico dal partito stesso. Strumentali, dunque, pretestuose e del tutto infondate – continua l’ufficio stampa del PD – le polemiche imbastite in queste ore su questa iniziativa. “Oggi il comitato del No – dichiara il senatore Pd Andrea Marcucci – si è accorto che votano al referendum anche gli italiani residenti all’estero. Non vorrei diffondere notizie riservate ma la legge costituzionale che lo consente è stata approvata nel 2000. Dopo i ricorsi sul quesito, scoperto dopo due anni e mezzo di discussione del testo in aula, un’altra polemica fuori tempo massimo”. Per il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di ‘Idea’ il problema non è quello dei costi della lettera:  “Il Pd spiega di aver pagato a spese del partito l’invio della lettera di Matteo Renzi agli italiani all’estero. Ci mancherebbe altro! Fatta chiarezza sul costo dei francobolli, che sinceramente non era la nostra principale preoccupazione, siamo certi che entro dodici ore saranno messi a disposizione da parte del governo i dati degli italiani residenti all’estero per consentire l’assunzione di una analoga iniziativa da parte dei comitati per il No. Ovviamente a spese nostre”.

Edoardo Gianelli

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