giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Referendum: Renzi, non sono adatto per galleggiare
Pubblicato il 14-11-2016


“Vince il sì, così la smettiamo di parlare di cosa faccio. Mettiamola così: io ho 42 anni, considero un privilegio aver servito il paese per due anni, se devo stare in Parlamento a vivacchiare, a galleggiare non sono adatto, posso farlo solo se posso cambiare il paese”.

Matteo Renzi, a Radio Montecarlo, risponde così su che cosa succederà se vincesse il No al referendum.  “Quello che succede – spiega – lo vedremo il 5, io voglio dire a quelli a cui sto sulle scatole che non è un voto sulla mia simpatia o antipatia ma sul paese. Chi vota no per antipatia rifletta, il voto non è un dispetto a me”. Renzi parlando dell’ipotesi spacchettamento dei quesiti ha detto “la costituzione e le leggi ce lo impediscono ma noi avremmo avuto tutto l’interesse a spacchettare, più vai sul quesito, più la gente è favorevole”. Altro teme la legge elettorale e le possibili modifiche. “Si, accetto modifiche. Sono d’accordo – ha detto – ma la legge elettorale non c’entra con la riforma”.

E sul referendum aggiunge: “Il voto antisistema è un dato di fatto ma al referendum chi è l’antisistema? Chi difende i rimborsi dei consiglieri, i super stupendi dei senatori, i professoroni che con una superpensione criticano la riforma o un gruppo di persone che provano a cambiare il paese. Io non rappresento il sistema con mio governo, lo sono quelli che per 30 anni potevano cambiare e se ne sono allegramente disinteressati e ora sono tornati più per tornare al potere che per altro”. “Se vince il sì ci sono meno posti della politica e la politica si semplifica, se vince il No per la politica resteranno l’instabilità, gli inciuci, gli accordicchi”. “Serve che vi muoviate voi adesso – ha detto ancora -.  Il rischio di un voto anti sistema ormai c’è, avete visto negli Usa, abbiamo visto anche con la Brexit”. “Oggi per il no c’è tanta gente normale che o non ha capito, o non è d’accordo con noi, o ha paura di fidarsi del futuro – ha aggiunto -. Noi dobbiamo fare un lavoro porta a porta, casa per casa”. “Se guardiamo i leader che sono per il no l’establishment sta tutto lì. Guidano il fronte del no gli stessi che per venti anni hanno promesso le riforme ma non le hanno fatte e vorrebbero adesso bloccare noi – ha concluso -. Noi dobbiamo  essere capaci di andare nel merito ma prendere atto che tante preoccupazioni ci sono”.

E rivolgendosi agli astensioni ha detto: “Gli astensionisti pentiti li vediamo ora in piazza dopo la vittoria di Trump e prima li abbiamo visti in piazza per la vittoria della Brexit. Devono sapere che ora o mai piu'”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento