giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma. Dopo i finanziamenti, bloccata Metro C
Pubblicato il 08-11-2016


metro-cAncora stallo per quanto riguarda i mezzi pubblici a Roma, stavolta a entrare nel mirino è la Metro C. Virginia Raggi aveva assicurato che la metro C sarebbe arrivata fino a Colosseo, anche perché gli appalti sono stati già conferiti e i soldi già stanziati, ma a mettersi di traverso è Paolo Berdini, Urbanista e assessore al Comune di Roma che dichiara: “La linea ha senso se incrocia la B e se c’è una rete. Visto che andare verso Colosseo sarebbe una spesa enorme, la mia proposta è deviare la metro da San Giovanni verso la Piramide – spiega Berdini – Qui incontrerebbe la metro B, un importante nodo ferroviario e il terminale della ristrutturanda Roma-Ostia. A questo punto l’idea è far proseguire la metro C verso la periferia, lungo via Portuense per servire gli ospedali Spallanzani e San Camillo. Poi si termina a Corviale, la periferia più devastata di Roma”. “Auspicherei che si continui il contratto con vecchio contraente, ovvero il consorzio Metro C, perché, con tutti i ritardi del caso, ha portato avanti un progetto importante. Poi se non ci sono le condizione giuridiche lo vedranno gli addetti ai lavori”, ha concluso l’assessore.
Ma i cantieri fino al Colosseo sono stati già aperti e fermare i lavori non si può, a meno che non si voglia accettare di lasciare la città con crateri giganteschi per anni, visto che i cantieri sono in stato già avanzato, e soprattutto pagare penali salatissime con possibili ulteriori cause in tribunale, il tutto per centinaia di milioni complessivi. Un’opinione condivisa dall’Ingegnere Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA: “La proposta dell’assessore Berdini di modificare il percorso della Metro C di Roma per farla approdare a Corviale anziché ai Fori Imperiali ha certamente qualcosa di suggestivo, visto che parte dalla volontà di valorizzare una delle periferie più disagiate della città”. E aggiunge: “Quanto agli aspetti pratici, però, è impossibile non rilevare diverse criticità. Tralasciando le questioni contrattuali che vedrebbero coinvolte in primis l’amministrazione capitolina, la stazione appaltante Roma Metropolitane e il contraente generale dell’opera, va sottolineato come la tratta da San Giovanni fino al Colosseo, approvata nel 2010 dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, sia già interamente finanziata: per il 70% a carico dello Stato, per il 18% di Roma Capitale e per il 12% della Regione Lazio. Soldi destinati per quella infrastruttura con quello specifico tracciato”.
Il Professore Simoncini, spiega poi: “La necessità di contenere i costi di un’opera in netto ritardo sulla tabella prevista e arrivata a un totale di 3,7 miliardi di euro ha già provocato l’abbandono del progetto dell’area multiservizi di 3.000 metri quadrati sotto via dei Fori Imperiali. Rinunciare anche alla stazione della Metro di Colosseo, dopo anni di studi, rilievi, scavi e cantieri suonerebbe quasi come una presa in giro ai danni dei cittadini”. “Il tracciato fondamentale – prosegue Simoncini – della linea C, con quello sbocco al di là del Tevere che forse non ci sarà mai, era addirittura previsto nel Piano Regolatore del 1962 ed è stato incluso anche in quello attuale. Per cui si renderebbe necessaria quantomeno una lunga e complessa conferenza dei servizi che coinvolgesse tutte le parti in causa e approdasse a una soluzione condivisa, per poi procedere con tutti gli atti amministrativi del caso. Davvero tutto questo comporterebbe un risparmio di tempo e denaro per i cittadini?”.

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