venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sanità chiave della cooperazione con l’Africa
Pubblicato il 21-11-2016


Medici-sanitàLa sanità si conferma sempre più come uno dei terreni fondamentali su cui sviluppare una costruttiva cooperazione col Terzo Mondo, abbattendo muri e barriere vari; e assorbendo buona parte dell’offerta di lavoro espressa dai nostri operatori sanitari. Poco dopo il sit-in di protesta organizzato il 17 novembre, a Montecitorio, dai medici dipendenti del Servizio sanitario pubblico e da giovani medici in genere, da settimane in stato di agitazione perché, secondo CIMO, ANAAO, CGIL e CISL medici, «maltrattati sul piano economico per le scarse risorse destinate ad assunzioni e rinnovo contrattuale», l’ AMSI, Associazione Medici d’ Origine Straniera in Italia, il movimento internazionale “Uniti per Unire” e l’UMEM, Unione Medica Euromediterranea, trasmettono, attraverso la voce del presidente, Foad Aodi, la richiesta di personale medico giunta ad AMSI dall’Arabia Saudita: “Divulghiamo la proposta avanzata dal delegato Amsi in Arabia Saudita,  in collaborazione col Ministero della Salute saudita; in questo Paese servono medici specialisti in cardiochirurgia e neurochirurgia con cittadinanza italiana, d’ origine italiana o straniera.

Ci rivolgiamo dunque a questi specialisti, italiani o d’origine straniera, provvisti di passaporto italiano, che parlino arabo o inglese, disposti a trasferirsi nella regione dell’Arabia Saudita ai confini con la Giordania, con un compenso pari circa a 12.000 Euro mensili, spese escluse”.  Tutti gli interessati potranno inviare il loro curriculum vitae all’ e-mail di riferimento del Movimento Uniti per Unire: unitiperunire@hotmail.com. Una commissione congiunta Amsi-Uniti per Unire coordinata da Aodi, in collaborazione coi rappresentanti del Ministero della Salute saudita, analizzerà le domande pervenute e svolgerà colloqui personali coi medici candidati.
Quanto alle proteste dei medici italiani (che minacciano , per il 28 novembre, una giornata nazionale di sciopero , a meno dell’ accoglimento, entro l’approvazione della legge di stabilità, prevista per il 24, delle richieste presentate al ministro della Salute, Lorenzin),  Amsi e Uniti per Unire si dimostrano solidali. Auspicando, come dichiara Aodi, “una tempestiva soluzione dei problemi legati anzitutto alla precarietà del lavoro di medici e operatori sanitari in Italia, al loro aggiornamento professionale col sistema dei crediti Ecm  e alla spinosa questione della medicina difensiva” (intendendo, con questo termine, il “campo minato” delle possibili azioni giudiziarie di pazienti e loro familiari contro medici ritenuti colpevoli di danni alla loro salute, e delle logiche forme di autotutela da parte dei dottori, N.d.R.). A tal proposito, l’Amsi lancia l’appello “#Uniticontroilprecariato” e “#Unitiperildirittoallasalute”, rivolto a tutti i professionisti  della salute: perché “Il SSN – dichiara Aodi – deve essere migliorato per il bene di tutti i cittadini del mondo, intensificando la collaborazione e lo scambio dei medici e degli operatori sanitari, chiave  della cooperazione internazionale  tra l’Italia e i Paesi Euromediterranei e Africani. Il gran numero dei professionisti della Sanità d’ origine straniera  arrivati in Italia  gli scorsi anni  è in diminuzione, negli ultimi 3 anni, ed è cambiata anche la loro tipologia: si tratta, infatti, nella maggioranza dei casi, dei  figli delle rivoluzioni post-primavere arabe, che sostituiscono i professionisti, provenienti dai Paesi dell’Est, della generazione prima, quella arrivata in Italia in seguito alla caduta del muro di Berlino”.

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