sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Non c’è alternativa al Sì
Pubblicato il 24-11-2016


Gentile Direttore Mauro Del Bue,
Credo che la diatriba tra le forze politiche del nostro Paese in merito all’approvazione o meno del Referendum , raggiungerà il massimo delle polemiche all’avvicinarsi della data del 4 dicembre p.v.
Ahimè, la conflittualità esasperata e l’arroganza degli esponenti politici del fronte del “NO “provocano sconcerto e perplessità.
Il fronte del “NO”,composto da forze politiche quanto mai eterogenee: estrema destra,destra,estrema sinistra e parte della sinistra e movimenti populisti, non può creare in futuro alcuna alternativa politica né per governare il Paese né per attuare le riforme, quindi dette forze politiche hanno un solo fine: delegittimare l’attuale Primo Ministro Matteo Renzi. per avere quest’ultimo disatteso le aspettative e delle vecchie caste del proprio partito e di Forza Italia ,col patto cosi detto del “Nazzareno”, nonché del movimento populista di sinistra,il quale vorrebbe realizzare un programma politico quanto mai ambizioso ma utopistico per la mancanza dei fondi necessari per creare uno Stato senza corruzione; per ridurre le risorse delle spese parlamentari,per ridurre i deputati, per dare il reddito di cittadinanza,per risanare il territorio delle montagne e degli alvei dei fiumi;bloccare tutti i lavori infrastrutturali per le autostrade e l’ alta velocità delle ferrovie e molte altre iniziative in parte condivisibili e lodevoli.
E’ bene rilevare però che l’arresto nella realizzazione di tali importanti infrastrutture farà arretrare il nostro Paese di molti anni nella modernizzazione dei trasporti rispetto agli altri paesi europei e c’è il rischio che l’Italia rimanga tagliata fuori dai grandi traffici mercantili orientali che si prevedono in grande sviluppo negli anni avvenire col raddoppio del canale di Suez che fra l’altro è in corso di realizzazione.
Non realizzando i corridoi europei ferroviari : 1 (Berlino,Verona,Milano,Roma,Napoli,Messina,Palermo) e 6 (Lione,Torino,Trieste) l’Europa,in alternativa, svilupperà i corridoi da Est ad Ovest attraverso la Svizzera e da Nord a Sud attraverso i Balcani e la penisola Iberica.
Il “movimento politico” inoltre, dovrebbe informare i propri elettori che l’annullamento dei contratti nazionali e internazionali già sottoscritti per centinaia di miliardi di euro comporterà un enorme danno erariale alle già esauste casse dello Stato a causa del sorgere degli innumerevoli contenziosi con richieste di risarcimento danni che di diritto spettano alle controparti.
Premesso ciò,analizzando il divenire politico della nostra storia, da decine di anni tutte le forze politiche hanno riconosciuto e riconoscono tutt’ora la impellente necessità di dovere apportare delle significative modifiche ad una parte della nostra Costituzione : per rendere più governabile il Paese rafforzando l’azione dell’esecutivo; per velocizzare l’approvazione delle leggi da parte di una sola Camera del Parlamento e quindi renderle più tempestive; per contenere i costi per il funzionamento delle Istituzioni;per ridurre il numero dei parlamentari; per ridefinire le competenze delle Regioni e dello Stato per ridurre i contrasti tra le Istituzioni.
Se dovesse prevalere il “NO ” non si faranno più le riforme,già approvate dai due rami del Parlamento,tanto utili al Paese e,sembrerà strano, tutte le forze politiche concordano che dette riforme si devono attuare, però ogni forza politica vorrebbe apportare le proprie modifiche, In parole povere con l’affermazione del “NO” si butteranno all’aria anni e anni di lavori parlamentari,congressi,confronti tra partiti. Bloccandosi l’azione del governo è inevitabile che si arriverà al chiarimento politico parlamentare, ne consegue ed è ipotizzabile che si concretizzano le dimissioni del governo Renzi. .
Ciò comporterà a nuove consultazioni del Capo Dello Stato per formare un nuovo governo,magari di transizione, che dovrà ottenere la fiducia dei due rami del Parlamento,quindi altri mesi di inefficacia dell’azione politica dell’esecutivo .
E’ da decenni che si attendono le riforme ed il nostro Paese ,non essendo il “paese di Bengodi”, ha estrema necessità di realizzarle quanto prima possibile per agevolare la ripresa economica,la produttività,gli investimenti e l’occupazione.
Non avendo alternative al Referendum e nella prospettiva di avere un futuro politico incerto, è doveroso votare per il ” SI ” per rasserenare la politica interna e riacquistare una maggiore fiducia dalla Comunità Europea e dalle altre nazioni nonché dal mondo imprenditoriale nazionale e internazionale.
Lo strombazzare della Lega ,che accusa il governo di inefficienza nel gestire il fenomeno delle migrazioni, è una impostura populista dettata solo da fini di propaganda elettorale.
Con poca avvedutezza e irresponsabilità alcune forze politiche cavalcano la facile protesta di parte delle popolazioni locali che non intendono accogliere i profughi e gli affamati e ,cosa più grave, la loro politica li porta a dichiarare che solo i Comuni (non il Governo Centrale) possono decidere di accogliere o meno un certo numero di detti profughi. In pratica significherebbe che la maggior parte delle genti salvate nel Mediterraneo non troverebbe più un porto di accoglienza e altro assurdo suggerimento sarebbe quello che il Governo deve fare rimpatriare i profughi nei luoghi di origine, quando si è certi che una soluzione del genere non è del tutto praticabile in quanto la maggioranza degli immigrati o è priva di documenti di riconoscimento o non ha alcuna intenzione di ritornare indietro o non si è in condizioni di individuare la nazione di riferimento. Il profugo o l’affamato non è un pacco postale che si può restituire al mittente.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

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Commenti all'articolo
  1. Visto che l’Autore sostiene che “ la conflittualità esasperata e l’arroganza degli esponenti politici del fronte del NO provocano sconcerto e perplessità”, mi sia permesso di far osservare che anche le sue righe non sono molto tenere nei confronti di chi non la pensa allo stesso suo modo, e appaiono come un insieme di “verità” in ordine alle quali qualche dubbio, misto semmai ad “incredulità”, deve essere pur concesso..

    Anche l’asserto “Non c’è alternativa al SI’” mi sembra piuttosto rigido ed apodittico, e mi pare confliggere abbastanza col principio secondo cui la democrazia si affida alla possibilità di scegliere fra opzioni differenti, e anche opposte, altrettanto legittime, nel senso che la democrazia si basa e fonda proprio sulle eventuali “alternative”, oggi rappresentate giustappunto, e con pari dignità, dal SI’ e dal NO.

    L’elenco delle ragioni portate dall’Autore a sostegno del SI’ potrebbe grosso modo, e verosimilmente, riassumersi nel concetto che se passasse il NO sarebbero giorni amari e difficili per il nostro Paese, e c’è chi ha enfatizzato e cavalcato questa tesi, anche sull’onda dei giudizi che venivano dall’estero, ma poi abbiamo visto che tale linea di pensiero si è andata via via “sgonfiando” (probabilmente perché anche i suoi fautori si sono resi conto di non poterla più sostenere).

    Infine, l’affermazione “dette forze politiche hanno un solo fine: delegittimare l’attuale Primo Ministro Matteo Renzi…”, sembra del tutto ignorare, o dimenticare, in che modo è nata la personalizzazione del Referendum, il quale avrebbe potuto svolgersi in un clima molto meno acceso e conflittuale, com’è del resto avvenuto per le consultazioni referendarie del passato (se per l’appunto non vi fosse stata quella iniziale personalizzazione).

    Paolo B. 26.11.2016

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