giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Un Trump diverso dalla Campagna elettorale
Pubblicato il 14-11-2016


Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Con l’esito imprevisto delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America, che ha portato alla vittoria il conservatore repubblicano Donald Trump, per le dichiarazioni fatte in campagna elettorale si prevede che la futura politica americana sarà diversa da quella seguita dal Presidente Obama. Per la forza economica di questa grande nazione, la politica mondiale continuerà a subire importanti e più pericolose ripercussioni.

Il mio augurio è che la nuova politica americana sia diversa da quella bandita in campagna elettorale:

1. Espulsione degli immigrati irregolari
2. Sospendere l’immigrazione dai paesi a rischio terrorismo
3. Costruzione per migliaia di Km di un muro lungo tutto il confine tra gli Stati Uniti e il Messico per impedire l’ingresso dei clandestini ispano-americani
4. Parziale disimpegno politico e finanziario per sostenere la NATO adottando il principio che ogni paese membro deve essere maggiormente coinvolto nelle spese militari
5. Disimpegno militare dai teatri dei conflitti in Medio Oriente
6. Maggiori investimenti pubblici in infrastrutture
7. Diminuzione delle tasse
8. Attuare un protezionismo dai prodotti provenienti dall’Asia applicando dei dazi sulle merci importate
9. Disimpegno finanziario per sostenere le Nazioni Unite nelle spese per miglioramenti climatici.

Il solo pensare di attuare in parte tale politica anacronistica sarebbe sufficiente a sconvolgere i già traballanti equilibri mondiali raggiunti con grande fatica nel corso degli ultimi decenni dalle Nazioni Unite.
È fuori da ogni logica politica che una grande nazione come gli Stati Uniti d’America, che in passato è stata il faro della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e dei diritti dell’uomo e nel corso dell’ultimo secolo ha sacrificato le vite di centinaia di migliaia dei propri soldati e ha impegnato grandi risorse finanziarie per fronteggiare le guerre mondiali contro ogni forma di dittatura, ora si chiuda per egoismo nel proprio guscio per assicurarsi il benessere e la propria sicurezza, quando anche la stessa grande nazione americana, non opponendosi in nessun modo allo svilupparsi del capitalismo miope e privo di ogni etica, si è resa in parte corresponsabile nel lontano passato, ma anche in tempi recenti e a tutt’oggi, dello sfruttamento delle risorse dei paesi politicamente più deboli, ma ricchi di materie prime, in tutti i continenti: Asia Meridionale, Africa e Americhe del Sud. Come motivare tale evidente contraddizione tra il lottare per la libertà e nel contempo sfruttare le risorse degli altri popoli? È noto che nella natura umana albergano più realtà: nobili ideali, spiritualità, generosità, solidarietà, ma anche materialismo, speculazione, sopraffazione e tanto altro. Nel tempo, grazie all’apporto dei grandi uomini della cultura e della politica di tutto il mondo, l’umanità ha fatto dei progressi di civiltà ma nel contempo, per il risvegliarsi di assurdi egoismi nazionali, rischia di precipitare nei periodi peggiori della sua storia. Quanta amarezza si prova nel vedere vanificati i pressanti appelli di Papa Francesco perché ci sia maggiore solidarietà fra gli uomini.
Allo stato attuale non riesco a comprendere le espressioni di immensa soddisfazione manifestate, attraverso i mass media, da alcuni uomini politici populisti a seguito della elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Ritengo che in futuro, senza alcun sostegno della nazione americana, l’Europa e il Medio Oriente pagheranno un prezzo altissimo e c’è il rischio che, oltre al protrarsi della soluzione pacifica del problema palestinese, potrebbero aumentare i conflitti e in Medio Oriente e nel vicino continente africano, nonché si aggraveranno i problemi di migrazioni dei popoli profughi dalla guerra o che lottano per la sopravvivenza.
Poiché la migrazione dei popoli da altri continenti sarà di dimensioni bibliche e quindi l’accoglienza non può essere infinita in nessuna parte della Terra, come già detto, l’unica via percorribile è quella che le nazioni di tutto il mondo con le maggiori risorse economiche, che in passato si sono arricchite con il colonialismo e lo sfruttamento delle risorse minerarie di detti paesi, si coalizzino per realizzare in quei luoghi, quanto prima possibile, le strutture e le infrastrutture industriali, strade, ferrovie, centrali per la produzione di energie, acquedotti, impianti di irrigazione nei campi dissodati e tante altre attività in modo da creare migliaia di nuovi posti di lavoro. L’aumento del reddito pro capite permetterà di soddisfare i bisogni primari delle popolazioni locali.
In questo periodo, quanto difficile per tutte le nazioni, occorre mantenere la massima stabilità nei governo delle nazioni e ritengo quindi opportuno rinnovare l’appello a tutti i concittadini di sostenere il nostro Primo Ministro Renzi approvando il Referendum tanto auspicato dalla Comunità Europea e dagli Stati Uniti d’America.

Cordiali saluti,

Antonio Ciuna

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