giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Oggi il socialismo
più necessario che mai
Pubblicato il 23-11-2016


Il 10 giugno del 1926, in occasione del secondo anniversario dell’assassinio fascista di Giacomo Matteotti (1885-1924), i socialisti diffusero un cartoncino a forma di biglietto sul quale, oltre ad un bel ritratto fotografico dell’indimenticabile onorevole, avevano scritto le seguenti espressioni: “Era diritto e tagliente come il filo di una spada, inesauribile come la giovinezza, ardente come il fuoco. Era il fratello schietto del popolo lavoratore: ne portava nel cuore  le sofferenze, nella voce l’ira, negli occhi grandi e fermi l’ansia e le speranze. E non sopportava limiti al suo ardimento, né maschera al suo pensiero, né veli alle sue parole. Per questo era temuto! E i nemici lo presero di mira, lo affrontarono più volte, lo spensero barbaramente. Ma egli non morì! Da allora visse nell’animo degli oppressi: e fu come un dolore che non si placa, come una fiamma, come una religione… Più i nemici si accesero di odio. Tentarono a Chieti di insozzarne il nome – Chieti fu la città dove per alcuni sfrontati interessi si era trasferito (da Roma) il dibattimento processuale. Da quel processo (iniziatosi nel 1925 e terminato l’anno seguente) però la vedova di Matteotti, Velia Titta (che era parte civile), ne prese le dovute distanze. Senza ormai più alcuna fiducia, motivò quella sua giusta assenza inviando alla Corte una sofferta missiva. Dolorosa, ma pur sempre piena di  tantissima dignità e di tanta ragione, n.d.a. -. Ma la figura del Martire uscì dal processo infame più pura, più nobile, più radiosa. Tentarono allora i nemici di farne perdere la memoria. Ma la memoria di Lui ha varcato le frontiere e si spande nel mondo ogni giorno  maggiormente. Egli non è morto!…”.

In un mondo sempre più sconquassato e con l’avvento, tra l’altro, di personaggi come Donald Trump che, purtroppo,  stanno attecchendo anche in Europa, dove pure lo stesso socialismo sta vivendo, ahinoi, uno spiacevole declino, ritornare a Matteotti – a quel nostro fratello – non può che esserci utile. Utile, soprattutto per mantenere ben stabili quei democratici valori conquistati con non poca fatica. Allo scopo così di arginare il più possibile quella importante via socialista che tanto ci preme e che, oggi come non mai, ha veramente appunto bisogno del nostro aiuto e di ancora tanta altra protezione.

Luciano Masolini

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