sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Marco Andreini:
Elezioni americane e la Sinistra
Pubblicato il 10-11-2016


Lo sconvolgente esito delle elezioni in America si può leggere in molti modi ,ma non c’e alcun dubbio che si è palesemente constatato l’inutilità di sondaggi che quasi sempre vengono fatti ad uso e consumo di chi li commissiona,(questo vale ovviamente anche per il nostro paese),perché non tengono assolutamente conto del fatto che in momenti difficili come questi la gente tende a decidere nelle urne più con la pancia che con la testa.
Se la sinistra non comincia a fare i conti con il fenomeno del populismo a livello planetario temo che molto presto diventerà solo materia buona per gli storici.

Le stesse analisi,le stesse previsioni fatte nel 1994. da noi ,si sono ripetute pedissequamente in America nel mondo liberal,chi vuoi che voti Trump, uomo con mille difetti senza un progetto scriveva Severgnini, come Scalfari che nel 1994 scriveva sul cavaliere definendolo l’uomo di plastica attorniato dalle sue ragazze coccodè.
La realtà è che allora Berlusconi,oggi Trump,prima farage riescono a intercettare i bisogni primari della gente che nei momenti di crisi dell’economia divergono fortemente da quelli che per noi intellettuali altezzosi dovrebbero essere invece le loro grandi aspettative.
Ecco che quindi la battaglia di Obama sui diritti civili ,sulla assistenza sanitaria per tutti passa in secondo piano rispetto al mondo onirifico disegnato da Trump che fa credere alla middleclass ,all’operaio di Detroit e agli agricoltori americani che si può reinventare l’American dream ,e questa immagine basta per far saltare il banco.
Gli americani come anche gli europei votano da sempre ,da alcuni anni ancor di più guardando al portafoglio ,pensando alla loro condizione e al loro posto nella società, e hanno visto in Trump qualcuno che li può ancora far sperare nel futuro.
Allo stesso identico modo va letto il grandissimo e inaspettato successo ottenuto da Sanders nelle primarie che immaginava un progetto di società sicuramente poco realizzabile in America ma affascinante e pieno di suggestioni soprattutto per i giovani.
Qui sta a mio avviso il punto,se la sinistra mondiale vuole avere ancora un suo ruolo ,un suo spazio deve saper creare un giusto mix tra il mondo immaginifico di Saunders e l’imperativo bisogno di governare le società.
Non si tratta come da vulgata di scegliere tra la via liberista di Blair o la via rivoluzionaria di Sanders o di altri nostrani rivoluzionari,si tratta di capire che se non riesci a trasmettere l’idea di un futuro migliore alla gente non puoi ambire a guidare il paese,se l’unica cosa che sei capace a dire è difendiamo il nostro passato pieno di valori senza comprendere la complessità di una società nella quale il lavoro è polverizzato,nella quale non esistono più i grandi agglomerati industriali di una volta ,non c’è alcun dubbio che anche da noi vincerà chi la sparerà più grande.
Ecco perché io sono ultra convinto che Renzi e le sue leopolde varie non devono essere viste ed analizzate con la penna rossa degli altezzosi Maestrini della sinistra ,ma come il tentativo reale e vero di cambiare questo paese,l’Europa e perché no anche il socialismo,e sono davvero curioso di capire dove dovrebbero collocarsi in questo disegno i socialisti del Psi.

Marco Andreini

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