venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Massimo Sagramola:
Dante Alighieri, negromante
Pubblicato il 03-11-2016


Degli introvabili scritti autografi di Dante Alighieri si è scritto molto.

Numerose le ipotesi e le speculazioni: occultati nel muro della casa di Ravenna dove morì, nascosti a Verona, dati al Papa, celati nella torre del castello di Contignaco (oggi frazione di Salsomaggiore Terme).

Federico Zeri che della Divina Commedia aveva imparato tutto l’Inferno a memoria, intervistato da Antonio Debenedetti ci ha lasciato la chiave.

“Esiste certamente un rapporto tra Dante e la cultura esoterica del suo tempo..una omogeneità strutturale..in Dante c’è una grande conoscenza di quella che allora veniva chiamata magia nera, secondo me Dante era uno che conosceva queste cose e questo secondo me spiega il fatto che non esistono autografi di Dante. Lei sa che di Dante noi non conosciamo nemmeno la firma, come mai che sono spariti tutti? Chi? Li ha fatti sparire? Io credo che ci sia stato, subito, già nel trecento o forse addirittura ancora nel due, chi raccoglieva gli autografi di Dante. E chi li raccoglieva addirittura rubandoli nelle carte ufficiali, negli atti notarili; a un certo momento i proprietari di queste raccolte di autografi danteschi hanno avuto paura di essere accusati di possedere i testi di un mago e li hanno distrutti..le lettere, lo stesso manoscritto della Commedia, questi secondo me sono stati distrutti per paura di essere accusati di magia..la magia allora era molto diffusa..c’è stato un revival durante il duecento e Dante secondo me è stato in rapporto con qualcuno che lo ha iniziato, ci sono delle visioni in Dante che non si spiegano se non proprio con quelle che oggi chiameremo delle materializzazioni”.

Il canto di Farinata, il Cavalcanti che esce dalla tomba, l’Inferno come seduta magica e medianica, la numerologia delle terzine che segue la sequenza di Fibonacci, questi sono alcuni indizi che ci fornisce Zeri, lui, che crede nell’esistenza dell’apporto del mondo medianico.

Nel Dicembre 1321 nei processi per eresia contro Galeazzo e Matteo Visconti, si accusa Matteo di essere ricorso a Dante in persona come negromante contro Papa Giovanni XXII.

Nel 1329 il cardinale Bertrando del Poggetto mette al rogo il De Monarchia e si dice anche che volesse far disseppellire e bruciare la stessa salma del poeta morto nella notte tra il 13 ed il 14 Settembre 1321.

 

 

 

Massimo Sagramola

A.I.R.F. tessera n° 739

More Posts

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento