sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sisma. Norcia si è spostata, deformata area di 600 Km²
Pubblicato il 02-11-2016


norciaI terremoti del 26 e del 30 ottobre hanno deformato una zona di 600 chilometri quadrati. È quanto emerge dalla prima analisi dei dati del satellite radar Sentinel 1, del programma europeo Copernicus, elaborate dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr).
La zona in cui si sono verificati “i maggiori movimenti del terreno” è stata delimitata dai ricercatori con un’ellisse lunga circa 40 chilometri e larga circa 15, rileva Stefano Salvi dell’Ingv. L’ellisse si estende da Pieve Torina, che si trova immediatamente all’esterno di questa figura ideale, fino ad Accumoli, a Sud e in questa zona i dati dei satelliti hanno indicato le maggiori deformazioni del suolo, evidenziate da frange colorate ognuna delle quali “rappresenta un abbassamento del terreno di circa 3 centimetri superiore alle frange adiacenti”.
All’interno dell’elisse, dove le frange sono più fitte, si trova la zona in cui il suolo si è abbassato fino a 70 centimetri, vicino a Castelluccio di Norcia. “Fuori dall’ellisse, a Est e a Ovest, il terreno è stato sollevato di alcuni centimetri.
I dati preliminari indicano inoltre che il terremoto ha deformato complessivamente una zona estesa 1.100 chilometri quadrati. Lo rileva una nota di Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con Irea-Cnr. Combinando le mappe di deformazione ottenute dalle immagini del satellite Sentinel-1, del programma europeo Copernicus, “è stato possibile stimare gli spostamenti sia verticali, sia nella direzione Est-Ovest”, si legge nella nota congiunta di Asi e Cnr. Si evidenziano, prosegue la nota, “due grossi lobi di deformazione orizzontale“: uno con spostamento verso Est all’incirca nell’area di Montegallo (con un massimo di circa 40 centimetri), l’altro con spostamenti verso Ovest centrati nell’area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 centimetri). I nuovi dati indicano inoltre “significative deformazioni verticali”, di “almeno 60 centimetri” nell’area di Castelluccio e il sollevamento di circa 12 centimetri nell’area di Norcia.

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Ma la questione più importante ora resta quella degli sfollati e della ricostruzione. “Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro Decreto Legge” sul terremoto “che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa” ha ribadito Matteo Renzi nella sua newsletter Enews. “Non sarà una sfida facile, non sarà una sfida breve. Ma abbiamo messo in campo una struttura che ci farà superare ogni difficoltà e ricostruire tutto com’era – ha scritto il premier-. Ci vorrà del tempo, ci vorrà tanta fatica. Ma l’Italia è più forte della fatica. Ed è più forte anche del tempo. Noi ricostruiremo tutto”. “Se dopo un terremoto 6.5 a distanza di qualche ora siamo a riflettere sui moduli abitativi, sul come riaprire le stalle, sul come garantire la permanenza in loco di chi vuole restare anche nelle prossime settimane in attesa delle casette di legno significa che nel disastro è accaduto un mezzo miracolo. E che la macchina dell’emergenza ha funzionato una volta di più. Grazie a tutti quelli che si stanno prodigando: siete motivo di orgoglio per il nostro Paese”, ha concluso.

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