giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat, torna lo spettro della deflazione
Pubblicato il 14-11-2016


DeflazioneNel mese di ottobre scorso si registra ancora la presenza della deflazione. In Italia i prezzi di ottobre hanno segnato una diminuzione -0,2% su base annua. nel mentre prosegue la corsa al rialzo dello spread. Il differenziale di rendimento tra il Btp e il Bund tedesco ha sfondato la soglia dei 180 punti base. “Aumenta lo spread? – ha detto il premier Matteo Renzi -. Ovvio, se c’è incertezza aumenta. Non è una minaccia, è una constatazione”.

Su base mensile, l’Istat comunica una riduzione dell’indice dei prezzi al consumo dell’ 1%. Dopo un timido segnale di ripresa dell’inflazione a settembre con un +1% su base mensile, ad ottobre è tornata la tendenza all’inflazione. I dati dell’Istat dimostrano che la domanda di beni al consumo è diminuita. La propensione della spesa al consumo degli italiani continua a restare bassa. Le famiglie italiane sembrerebbero più oculate nell’acquisto di beni di consumo e pur in presenza di bassi tassi di remunerazione sui depositi bancari, tendono a far crescere i risparmi consapevoli delle incertezze economiche presenti. Un atteggiamento prudenziale quello delle famiglie italiane spinte dal bisogno di dover fronteggiare le difficoltà prospettiche future che potrebbero derivare ai redditi di lavoro. Prudenza lungimirante dei lavoratori che in considerazione del conseguimento della pensione, prendono coscienza della riduzione dei redditi personali.

Gli effetti della deflazione sono sempre preoccupanti. Significa il permanere della recessione economica. Incombono i rischi di incremento della disoccupazione e degli inoccupati totali. Complessivamente si potrebbero avere ripercussioni sul PIL. Se dovesse diminuire anche la domanda estera, il PIL rischierebbe di diventare negativo.

Non si vedono ancora all’orizzonte la presenza dei fondamentali economici dello sviluppo. L’economia continua la sua fase di stagnazione tendenzialmente recessiva ed i disagi sociali dell’umanità continuano a crescere.

Bisognerebbe chiedersi fino a che punto l’umanità potrà sopportare questa situazione e cosa avverrà quando l’umanità raggiungerà il limite di insopportabilità.

Salvatore Rondello

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