giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia. Europarlamento, stop a negoziati adesione
Pubblicato il 24-11-2016


Il Parlamento europeo ha detto basta a Erdogan. L’Aula di Strasburgo questa mattina ha approvato una risoluzione con 479 voti in favore, 107 astensioni e solo 37 voti contrari, con cui invita Commissione europea e governi dell’Ue a sospendere temporaneamente i negoziati di adesione in corso con la Turchia condannando le “misure repressive sproporzionate” dopo il tentato golpe del luglio scorso.

Parlamento-Europeo-StrasburgoCom’è noto, dal 15 luglio a oggi, in seguito a un tentato golpe attribuito dal presidente turco Recepit Erdogan al suo antico amico e sodale politico, oggi esule negli Usa, Fethullah Gulen, si è scatentata una feroce repressione che ha portato a decine di migliaia di arresti – in carcere sono oggi in 35 mila – e a oltre 100 mila allontanamenti e licenziamenti di insegnanti, militari, magistrati, giornalisti. Tra gli arrestati anche i vertici del Hdp, il partito filo curdo; in tutto 12 parlamentari finiti in carcere grazie ha una legge che ha consentito di annullare l’immunità parlamentare.

L’ondata repressiva si è accanita in modo particolare sull’opposizione politica e sul movimento curdo, ma ha colpito perfino Aydin Sefa Akay, 76 anni, giudice Onu, protetto da immunità diplomatica, un magistrato che fa parte della Corte internazionale dell’Aja che si sta occupando di processare gli ultimi responsabili dei crimini di guerra commessi in Ruanda e nella ex Jugoslavia.

Nel caso in cui poi in Turchia venisse reintrodotta la pena di morte, il processo di adesione che per ora è solo ‘congelato’, porterebbe a una sospensione formale dei negoziati. Nella risoluzione gli eurodeputati dichiarano che la Turchia deve tuttavia restare “ancorata” all’Ue, per “l’importanza strategica” e ricordano che il Paese è “un partner importante per l’Ue” ma sottolineano che “la volontà politica di cooperare deve provenire da entrambe le parti” e la Turchia non dimostra “tale volontà politica, dato che le azioni del governo allontanano ulteriormente il Paese dal suo percorso europeo”.

purghe in Turchia dopo il golpe

Militari prigionieri dopo il tentato golpe

Nel documento si condannano poi fermamente le misure repressive ‘sproporzionate’ adottate dal governo turco dopo il mancato golpe, misure che “violano i diritti e le libertà fondamentali tutelate dalla Costituzione turca”.
Lunedì era rientrata dalla Turchia una missione inviata dal Pes, il Partito socialista europeo, che aveva lo scopo non solo di portare la solidarietà della famiglia socialista europea alle vittime della repressione, ma anche di incontrare gli esponenti dell’opposizione e dei media e valutare sul campo la situazione per quanto concerne il rispetto dei diritti umani e civili. Della missione faceva parte anche la deputata socialista Pia Locatelli, presidente del comitato per i diritti umani della Camera, che in una conferenza stampa aveva trasmesso l’appello degli esponenti dei media e dell’opposizione che aveva incontrato, a non sospendere il negoziato di adesione perché questo poteva favorire indirettamente Erdogan nella sua azione repressiva.

Di questo parere anche l’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini, che presente in Aula durante la discussione della mozione, aveva espresso la posizione più cauta della Commissione europea. “La nostra relazione con la Turchia è a un bivio perché la Turchia stessa è a un bivio”. “Se il processo di accesso finisce ci troveremmo in uno scenario perdente per entrambi” perché “l’Europa perderebbe un importante canale di dialogo e di influenza con la Turchia, la Turchia perderebbe molto e tutti perderebbero un importante canale di dialogo”. Mogherini aveva aggiunto poi che è “chiaro che passare dalla retorica all’azione sulla pena di morte sarebbe un segnale che la Turchia non vuole essere membro della famiglia europea, né del consiglio d’Europa, di cui oggi fa parte, né dell’Ue”.
Cautela anche da Berlino con la cancelliera Angela Merkel che, prima del voto a Strasburgo, intervenendo al Bundestag, aveva sostenuto che “dobbiamo mantenere aperto il dialogo con la Turchia”, anche se “ciò non esclude il fatto che si debba parlare chiaramente dello sviluppo di eventi allarmanti in quel Paese”.
La risoluzione votata dal Parlamento europeo non è giuridicamente vincolante, poiché il Parlamento non ha alcun ruolo formale nell’attivazione iniziale di tali meccanismi, ma rappresenta un elemento di forte pressione politica.

Siria-Turchia-ErdoganSprezzante la reazione di Erdogan: l’approvazione della risoluzione – ha detto – è una prova che l’Ue “prende le parti” delle organizzazioni terroristiche. “Abbiamo chiarito più e più volte che abbiamo cura dei valori europei più di molti Paesi dell’Ue”, ha aggiunto, “ma non abbiamo visto sostegno concreto dagli amici occidentali. Nessuna promessa è stata mantenuta”.

Armando Marchio

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