sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LE MANI SUL REFERENDUM
Pubblicato il 30-11-2016


giudicicassazione“Ma tutti questi magistrati che motivano il NO citando intromissioni della finanza mondiale, di organizzazioni segrete di segno criminale, e addirittura il coinvolgimento della mafia, ma allora non dovrebbero arrestarci?”. Così Riccardo Nencini, Segretario del PSI, risponde dal proprio profilo facebook, alle teorie secondo le quali la Riforma Costituzionale sia voluta da organizzazioni sovranazionali o criminali. Infatti nei giorni scorsi sono stati diversi gli ingressi gamba tesa nel dibattito refererndari. In ultimo quello di Antonio Ingroia che intervenendo a un dibattito sul referendum costituzionale a Catania, ha detto che  “la vittoria del sì il 4 dicembre farebbe indubbiamente felici le mafie, perché la riforma Renzi-Boschi-Napolitano va incontro alle esigenze di quelle lobby più o meno occulte, tanto quelle legali quanto quelle illecite”. E, quindi, “anche le organizzazioni criminali come Cosa nostra, che sempre hanno condizionato e tuttora condizionano la storia del nostro Paese affinché non diventi una vera democrazia”. “Questa pessima riforma – ha aggiunto l’ex pm antimafia, oggi avvocato e presidente di Azione Civile – rappresenta un attacco non solo alla Costituzione ma alla nostra democrazia”.

Parole pesanti. D’altronde Ingroia non è mai stato famoso per la sobrietà delle sue dichiarazioni. Un altro duro attacco è arrivato dal giudice Ferdinando Imposimato secondo il quale “c’è un’assoluta contiguità tra questa riforma costituzionale e il piano di Rinascita Democratica della P2”.  “Questa operazione di stravolgimento della Costituzione – ha aggiunto Imposimato – è iniziata nel 1969 quando si propose, attraverso il piano di Rinascita Democratica, il modello che era stato elaborato da Gelli, il quale a sua volta lo aveva ricevuto da altri che volevano imporlo all’Italia”. Insomma Imposimato scomoda addirittura il Venerabile per giustificare la sua posizione. Poi è la volta del presidente del tribunale di Bologna ed ex di quello di Reggio, Caruso: “Con il sì non avremo più una Costituzione ma un atto di forza. E chi vorrà spiegare ai ragazzi dovrà dire che questa riforma è fondata sui valori del clientelismo scientifico e organizzato, del voto di scambio, della corruzione e del trasformismo”. E ancora: “Si avvera la profezia dell’ideologo leghista Gianfranco Miglio che nel 1994 proponeva una riforma che costituzionalizzasse le mafie”. Insomma siamo al paradosso con  dichiarazioni irresponsabili che paragonano i sostenitori del Sì ai corrotti e ai fascisti di Salò. Si sostiene addirittura che la riforma costituzionalizza le mafie.

Intanto continua la campagna referendaria del presidente del Consiglio con riferimento alle affermazioni di ieri di Schaeuble a sostengo del Sì. “Con la Germania abbiamo idee diverse su crescita e austerity, ma riconosciamo che Merkel e Schaeuble in dieci anni hanno fatto cose importanti, magari le avessimo fatte noi dieci anni fa”. “Noi diciamo che non va bene l’impostazione dell’Europa, ma capisco le preoccupazioni della Germania, che avrebbe ripercussioni da una crisi in Italia. Per questo preferisce un voto al referendum che dia stabilità, ma alle urne non va né Schaeuble né l’Economist”. “La Germania – ha detto ancora – si può permettere l’austerità  perché 10-15 anni fa hanno fatto le riforme che noi abbiamo fatto da poco. Loro il jobs act l’hanno fatto nel 2003”.

E sui risparmi ha aggiunto: “La Ragioneria Generale dello Stato dice che solo per le indennità dei senatori il risparmio sarebbe di 50 milioni l’anno. I 500 milioni l’anno sono i risparmi complessivi, sommando i tagli dei fondi ai gruppi parlamentari, la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali, l’abolizione del Cnel e delle Province”. Per poi Renzi “non è vero che si riducono gli spazi di democrazia elettorale, i senatori saranno comunque eletti dai cittadini. Su questo punto c’è chi fa campagna per mantenere i propri privilegi. La partita è cittadini contro casta”.

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