lunedì, 24 aprile 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Aborto, Locatelli: 70% di obiettori è un dato critico
Pubblicato il 16-12-2016


Aborto-Medici obiettoriSecondo quanto emerge dalla Relazione al Parlamento sull’attuazione della legge 194/78, elaborata dal Ministero della Salute, in Italia le donne ricorrono meno all’aborto. Secondo i numeri diffusi il calo è di quasi del 10% in un anno, anche grazie al maggiore utilizzo della pillola dei 5 giorni dopo. Nel 2015 infatti le interruzioni di gravidanza sono state 87.639, quasi 10mila in meno rispetto al 2014 e quasi un terzo rispetto alle 234.800 che si registravano nel 1983, anno in cui in Italia si è segnato il valore più alto.

Nel dettaglio, il numero degli aborti nel 2015 è sceso del 9,3% rispetto al 2014, passando da 96.578 a 87.639 e accentuando un calo che aveva contrassegnato anche gli anni precedenti (nel 2014 era stato del -6% rispetto al 2013). “Il maggior decremento osservato nel 2015 – si legge sulla relazione – in particolare tra secondo e terzo trimestre, potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina Aifa di aprile 2015 che elimina, per le maggiorenni, l’obbligo della prescrizione medica per la ‘pillola dei 5 giorni dopo’”. La diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza interessa anche le donne straniere, tra cui comunque si continua a registra un tasso di abortività pari al triplo rispetto alla media nazionale: sono state 27.168 nel 2015, a fronte delle 31.028 nel 2014 e 40.224 nel 2007.

“Come da copione – commenta Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e coordinatrice dell’Intergruppo Salute globale e diritti delle donne – la relazione annuale del Ministero della salute sull’interruzione volontaria di gravidanza ci dice che va tutto per il meglio e che l’obiezione di coscienza non rappresenta un problema. Naturalmente siamo felici della diminuzione degli aborti (anche se ci piacerebbe avere dati su quelli clandestini o “fai da te”), ma non possiamo non essere preoccupate per il numero degli obiettori che ha raggiunto il 70% dei ginecologi. Come possa il Ministero definire non critico un dato del genere appare un mistero”.

“L’uso delle medie nel caso della interruzione volontaria di gravidanza – continua la parlamentare socialista – non ha molto senso. Bisogna occuparsi e preoccuparsi della distribuzione del servizio sul territorio, non delle medie. Io ad esempio vorrei sapere quanti sono i medici non obiettori che operano nelle strutture dove si effettua l’IVG e solo in quelle”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento