giovedì, 23 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Adesso via i banchieri incapaci
Pubblicato il 27-12-2016


I proverbi popolari sono espressione di saggezza, stamattina ne prendiamo uno a caso, – non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire -. Cogliamo questa citazione con una certa tristezza perché mentre la vera sordità è stata quasi superata, quella di chi si rifiuta di ascoltare è terribilmente inguaribile.

Ci riferiamo al “decreto salva banche”, ma non perché sia sbagliato, figuriamoci, senza un sistema bancario adeguato non esisterebbe il Paese. L’avvilimento consiste nel constatare che gli italiani vengono continuamente presi in giro con grande sfrontatezza, come a considerarli stupidi. La conferenza stampa notturna del ministro delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, riferita al decreto salva banche, e il conseguente salvataggio del Monte Paschi è irritante; è irritante perché sorda alla richiesta di chiarezza emersa con il risultato referendario e, soprattutto, per averci raccontato quanto invece, – a nostra insaputa -, era già stato concordato con l’Europa.

Le famiglie italiane sono in una difficoltà economica imbarazzante, in quanto un numero molto importante di loro sfiorano la soglia di povertà, mentre molte altre l’hanno superata abbondantemente. In una situazione socialmente così complessa il ceto maggiormente colpito è quello dei lavoratori autonomi individuati soprattutto nel ceto medio, ma senza voler fare una gara a chi sta peggio chiariamo subito che è sofferente l’intero Paese; tanto è vero che le persone retribuite con una busta paga sempre più inappropriata ad acquistare i beni di prima necessità non arrivano a fine mese.

Anche se il riferimento specifico è rivolto a quella classe media individuata nelle attività commerciali, gli artigiani, le piccole attività produttive e professionali italiane che, in un modo o nell’altro, sono state coinvolte pesantemente dalla leggerezza con cui si sono fidati del sistema bancario italiano. Un sistema bancario il quale non può essere derubricato a responsabile con tanta disinvoltura, perché i sistemi non possono essere colpevoli di nulla: responsabili sono gli uomini! Noi non ci accontentiamo di seguire le vicissitudini legate ad un paio di Amministratori Delegati che sono agli arresti domiciliari, peraltro esibiti come feticci per dire che i “malfattori” sono stati puniti. Desideriamo che tutta la filiera di funzionari e impiegati di banca consapevoli che stavano “imbrogliando” i risparmiatori, – per mantenere i loro privilegi -, vengano pubblicamente accusati dagli “imbrogliati”. Nel mondo delle persone perbene chi sbaglia è chiamato a pagare le conseguenze dei suoi comportamenti. Ma per carità, lasciamo stare denunce, processi, e magistratura, altrimenti da questa storia non ne usciamo più. Le persone contagiate con disinvoltura dalla – malattia della povertà – per responsabilità di donne e uomini che lavorano in banca devono essere raccontate all’opinione pubblica da quegli stessi clienti i quali si ritengono in buona fede, pur consapevoli di aver firmato i documenti che li hanno “appestati”. Da qui il coraggio di denunciare l’immoralità dei direttori bancari che li hanno “ingannati” dando, quindi, l’avvio ad un processo etico.

E, conseguentemente, sarebbe auspicabile che l’ABI e la Banca d’Italia si adoperassero a fare pulizia del “sudiciume” che c’è all’interno del sistema bancario italiano. Dopo di che lo Stato intervenga pure nell’aiutare le banche che vuole, con l’auspicio che possano tornare quell’esempio di efficenza di un tempo, cioè, prima che arrivasse la “covata” dei furbetti del quartierino coccolata dell’allora Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio.

Agelo Santoro

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