sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Alle urne, alle urne…
Pubblicato il 06-12-2016


Ad ascoltarli sembrano tutti impazziti. Il Pd è in preda alla revisione autoflagellatoria post sconfitta. E si divide ancor di più. Si parcellizza tra renziani doc, post renziani, franceschiniani, amici di Martina, giovani turchi, giovani musulmani e indiani di confine. Ormai, in un partito dove quasi tutti erano bersaniani, e poi, dopo la sconfitta del 2013, gli stessi son diventati renziani, c’è da aspettarsi di tutto. Adesso in molti, soprattutto “i renziani a cadavere”, ultima versione masochista del renzismo doc, implorano le elezioni subito in base al precetto “dopo Renzi nessuno”. Meglio Grillo, insomma, di Letta o di Padoan… Fanno eccezione i bersaniani. Sanno di averla combinata grossa e auspicano un altro governo. Verranno fatti a pezzi anche per questo.

Alfano pare schierato sulla stessa lunghezza d’onda. Alle urne, alle urne, a febbraio anche prima, a Natale. Il suo partito è in preda a una convulsione. In tanti lo hanno abbandonato e altri (Lupi) lo stanno abbandonando per rientrare nella vecchia casa. Più passano i mesi e più si trova con meno gente. Meglio regalare il condominio a Grillo e tenersi stretta la ditta? La crisi del renzismo si porta naturalmente seco quella dell’alfanismo. Chiudiamo una fase, ma non apriamone un’altra, dunque.

Anche Salvini vuole votare subito, anche con l’Italicum. Ha detto che gli va bene qualsiasi legge, basta votare. Sa benissimo che votare con l’Italicum significa consegnare l’Italia a Grillo. Sa benissimo che il centro-destra guidato da lui non andrebbe nemmeno al ballottaggio a meno di altri suicidi politici, che non escludo, in casa Pd. Ma Salvini vuol fare il capo del centro-destra a tutti i costi e questo solo gli interessa. E poi per lui meglio Di Maio di Renzi. Ci sono anche tante cose in comune. Sull’euro, sull’emigrazione, chissà….

L’unico che pare con un minimo di saggezza (oltre che di capelli legnosi) in testa è Berlusconi che almeno subordina le elezioni, che anche lui vuole anticipate (e ci mancherebbe) all’approvazione di una legge elettorale proporzionale. Intendiamoci, se all’Italicum togliamo il doppio turno e il premio di maggioranza, eccola la legge proporzionale. Poi sui collegi si ragionerà. Ma almeno Berlusconi lo vede il rischio di affidare ai grillini la legge più adatta per vincere. Ha già detto che se accadrà prenderà l’aereo per l’estero assieme a Vespa e si porterà seco anche Renzi. Vedremo.

Poi ci sono loro, i Cinque stelle. Hanno finalmente capito che l’Italicum li favorisce, han messo nel cassetto la loro legge che li farebbe perdere, non parlano più di truffa, anzi adesso vogliono applicare l’Italicum anche al Senato, dove però è ancora in vigore il testo costituzionale che impone che i senatori siano eletti “su base regionale”. Un pasticccio. Si dirà che non si può cambiare l’Italicum solo perché favorisce Grillo. Giusto. Ma si può approvare una legge, che personalmente ho sempre avversato, che fa vincere il tuo avversario anche solo col 25-30 per cento? Questa semmai la grave colpa di Renzi. Di non essere sceso “Da li monte” e calato nella realtà. Con un’idea fissa in testa: il vincitore. Come Radames nell’Aida di Verdi. Che poi fece una gran brutta fine….

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Commenti all'articolo
  1. Ottimo. L’ho condiviso. Aggiungo ancora che, guarda i dati ISTAT di oggi, il livello di disuguaglianza e povertà è ai massimi e fa a pugni con quello che era l’ottimismo di Renzi. E’ il momento di “rifare la sinistra”. Proviamoci.

  2. E noi del PSI, in balia degli irrazionalismi altrui, siamo comunque costretti a correre e a farci trovare pronti, sperando di non importare anche nella nostra comunità la ferocia dei conflitti interni di altri Partiti

  3. Caro Direttore, capisci che c’è un oggi da gestire, ma il problema è molto più grande e grave del quotidiano. Il problema dei problemi è il Pd. A otto anni dalla nascita non è riuscito a essere un Partito vero. Il Pd si è fermato ad una società di scopo, dove i vari azionisti si fanno i fatti loro, ognuno per proprio conto, spesso in contrasto tra loro. La madre di tutte le questioni è il Pd! Nato male, cresciuto peggio! Se questo Partito continua in questo modo di essere ed operare ( e ci sono pur troppo tutti i presupposti…) I rischi politici di ritrovarci non solo Grillo, ma peggio, ci sono tutti. Io credo che bisogna mettere fine a questa esperienza. Cosa possiamo fare noi in tutto questo? Io penso che dovremmo lanciare un grande sasso politico, che scompiglia l’attuale quadro politico. La sfida deve essere una: a quasi cent’anni dalla divisione del Psi a Livorno, oggi non ci sono più le ragioni politiche di quella divisione ( se non i rancori personali..) ed allora rilanciano l’unità della sinistra in un Partito Socialista Democratico e Unitario! E vediamo chi ci sta?

  4. Caro Direttore, capisci che c’è un oggi da gestire, ma il problema è molto più grande e grave del quotidiano. Il problema dei problemi è il Pd. A otto anni dalla nascita non è riuscito a essere un Partito vero. Il Pd si è fermato ad una società di scopo, dove i vari azionisti si fanno i fatti loro, ognuno per proprio conto, spesso in contrasto tra loro. La madre di tutte le questioni è il Pd! Nato male, cresciuto peggio! Se questo Partito continua in questo modo di essere ed operare ( e ci sono pur troppo tutti i presupposti…) I rischi politici di ritrovarci non solo Grillo, ma peggio, ci sono tutti. Io credo che bisogna mettere fine a questa esperienza. Cosa possiamo fare noi in tutto questo? Io penso che dovremmo lanciare un grande sasso politico, che scompiglia l’attuale quadro politico. La sfida deve essere una: a quasi cent’anni dalla divisione del Psi a Livorno, oggi non ci sono più le ragioni politiche di quella divisione ( se non i rancori personali..) ed allora rilanciano l’unità della sinistra in un Partito Socialista Democratico e Unitario! E vediamo chi ci sta?

  5. Inciucio. È Stata Una Parola Che Ha Reso Difficili, vergognose le coalizioni politiche. Allora si sono inventati premi e quant’altro per far vincere qualcuno. Anche se gli elettori non lo volevano. Non so come si potrà rimediare ma proviamoci. Evitiamo almeno di votare allegramente una legge elettorale che ci condanni a morte. Sarà così comunque ma almeno combattiamo. Diversamente i compagni accuseranno i dirigenti di essersi venduti per un piatto di lenticchie. Non basta che il direttore ripeta di essere contrario all’Italicum da solo non può farcela

  6. Secondo me anche a grilini e leghisti conviene il proporzionale. Lasciamo stare gli strilli per correre alle urne, sono come quelli di Renzi, tattica. Dando per scontato che salterà il doppio turno, la verità è che Salvini sa di non potersi proporre come leader del centrodestra e Grillo che il suo movimento è molto forte, ma non è, ancora almeno, in grado di vincere e tantomeno di governare. Allora molto meglio il proprozionale che consente, così come fu col Pci, di stare comodamente all’opposizione e lasciare agli altri il compito non facile di tenere a galla la barca.

  7. Circa i “conflitti interni”, può essere vero che in casa PSI si sia dato spazio anche alle ragioni del NO – almeno sull’Avanti e per quanto mi riguarda – ma non riesco purtuttavia a spiegarmi perché mai la Direzione del partito abbia tanto insistito sul SI’, specie nell’ultima fase se ben ricordo, a meno di non pensare che vi sia stato una sorta di “effetto domino”, dopo che i SI’ erano dati in forte recupero.

    Probabilmente non è stato così, nel senso che non vi è stato alcun effetto domino, ma ho visto comunque più d’uno, fuori dalle fila socialiste, pronunciarsi per il SI’ sul finire della campagna elettorale, mentre prima non si era mai pronunciato, il che mi ha fatto supporre che volesse salire sul “carro del vincitore”, vista per l’appunto la nuova e favorevole aria che sembrava spirare.

    Quanto al proporzionale, non andrebbe escluso che ora possa interessare anche il PD, dopo l’esito del voto referendario, che gli consegna una forza numerica – la cito perché ho sentito esponenti di quella parte politica dire che occorre partire da tali numeri – che col maggioritario potrebbe essere insufficiente per passare al primo turno, e comporterebbe forsanche un qualche rischio, ossia riservare una qualche sorpresa, al momento del ballottaggio.

    Ci sarà modo di ritornare sul cosiddetto “Partito della Nazione”, che mi pareva far capolino sullo sfondo di questa “partita”.

    Paolo B. 06.12.2016

  8. Circa i “conflitti interni”, può essere vero che in casa PSI si sia dato spazio anche alle ragioni del NO – almeno sull’Avanti e per quanto mi riguarda – ma non riesco purtuttavia a spiegarmi perché mai la Direzione del partito abbia tanto insistito sul SI’, specie nell’ultima fase se ben ricordo, a meno di non pensare che vi sia stato una sorta di “effetto domino”, dopo che i SI’ erano dati in forte recupero.

    Probabilmente non è stato così, nel senso che non vi è stato alcun effetto domino, ma ho visto comunque più d’uno, fuori dalle fila socialiste, pronunciarsi per il SI’ sul finire della campagna elettorale, mentre prima non si era mai pronunciato, il che mi ha fatto supporre che volesse salire sul “carro del vincitore”, vista per l’appunto la nuova e favorevole aria che sembrava spirare.

    Quanto al proporzionale, non andrebbe escluso che ora possa interessare anche il PD, dopo l’esito del voto referendario, che gli consegna una forza numerica – la cito perché ho sentito esponenti di quella parte politica dire che occorre partire da tali numeri – che col maggioritario potrebbe essere insufficiente per passare al primo turno, e comporterebbe forsanche un qualche rischio, ossia riservare una qualche sorpresa, al momento del ballottaggio.

    Ci sarà modo di ritornare sul cosiddetto “Partito della Nazione”, che mi pareva far capolino sullo sfondo di questa “partita”.

    Paolo B. 06.12.2016

  9. Nel l’editoriale noto che c’è scritto di tutti, e non sto qui a rifare l’elenco, mi sono accorto che manca la riflessione sui socialisti, si scrive degli altri e non si guarda in casa nostra.
    Inoltre all’inizio dell’articolo si scrive: Il Pd è in preda autoflagellatoria post sconfitta, io credo non solo il Pd ma tutte le forze politiche i suoi segretari e le dirigenze che hanno sostenuto il SI. Pertanto come la logica ha imposto che il presidente del consiglio prendesse atto della sconfitta, anche gli altri personaggi della maggioranza dovrebbero imitarlo con tali dimissioni.

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