lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Barca e le “sue” sinistre
Pubblicato il 18-12-2016


Barca si rivolge alle tante sinistre attribuendo a ciascuna un merito: chi sui diritti civili, chi sui migranti, chi sulle politiche del lavoro. Il solito vecchio vizio: dimenticare socialisti e radicali, tacere addirittura le battaglie parlamentari socialiste – e quelle di Cisl, UIL etc…- giunte a buon fine. A Barca ne ricordo volentieri quattro, solo le più recenti: le norme sui gruppi di pressione, la battaglia contro il gioco d’azzardo, le norme sui diritti civili, la giustizia giusta. Che si tratti della ‘conventio ad excludendum’ da scagliare contro la sinistra umanitaria?

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Non conosco il caso, e dunque non posso esprimermi al riguardo, ma ragionando più in generale verrebbe da dire che siamo alla “scoperta dell’acqua calda”, perché, senza offesa per nessuno, conoscevamo il “vecchio vizio” e avremmo inoltre dovuto aver ormai imparato la lezione, ossia che c’era una sinistra riformista, ed un’altra sinistra che ha voluto vestire i panni della prima e prenderne il posto, cioè sostituirla a tutti gli effetti, e farla così dimenticare, se non vogliamo parlare di ‘conventio ad excludendum’.

    Paolo B. 18.12.2016

  2. E’ tipico della cultura Comunista la Damnatio Memoriae e la cosiddetta “uccisione in effigie”, e cioè, una volta sconfitto l’avversario o il concorrente, estirparlo dalla memoria: a volte con esiti grotteschi (ricordiamo le foto ritoccate ed i quadri cambiati quando, ai tempi di Stalin, un gerarca finiva in disgrazia), più spesso con una ferocia, non solo intellettuale, senza pietà. Noi Socialisti, per quanto possiamo averci fatto il callo, tuttora ne soffriamo. Citerei a questo proposito anche il libro del Presidente della Toscana Rossi, dal titolo “Rivoluzione socialista” (che consiste in un’intervista ed di una raccolta di post su facebook), in cui, nemmeno per sbaglio viene citato un esponente del PSI dal 1892 ad oggi: esercizio difficile ma, a suo modo, geniale. La morale è che tocca fare da noi, in spirito unitario ed autonomo.

  3. E’ tipico della cultura Comunista la Damnatio Memoriae e la cosiddetta “uccisione in effigie”, e cioè, una volta sconfitto l’avversario o il concorrente, estirparlo dalla memoria: a volte con esiti grotteschi (ricordiamo le foto ritoccate ed i quadri cambiati quando, ai tempi di Stalin, un gerarca finiva in disgrazia), più spesso con una ferocia, non solo intellettuale, senza pietà. Noi Socialisti, per quanto possiamo averci fatto il callo, tuttora ne soffriamo. Citerei a questo proposito anche il libro del Presidente della Toscana Rossi, dal titolo “Rivoluzione socialista” (che consiste in un’intervista ed di una raccolta di post su facebook), in cui, nemmeno per sbaglio viene citato un esponente del PSI dal 1892 ad oggi: esercizio difficile ma, a suo modo, geniale. La morale è che tocca fare da noi, in spirito unitario ed autonomo.

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