mercoledì, 24 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Biagio Antonacci ‘Vi dedico tutto’ Live. Il palco
la sua passione
Pubblicato il 12-12-2016


biagio-antonacciSu Canale Cinque è andato in onda il “Biagio Antonacci live-Vi dedico tutto”. Puntare su spettacoli televisivi incentrati sulla musica, in periodo natalizio, non è una novità (non a caso Rai Uno ha mandato in onda prima “Natale e quale show” e poi “Andrea Bocelli -il mio cinema” o il live in contemporanea di Ligabue; e tra poco il Concerto di Natale dall’Auditorium). Tuttavia qui non ci si è trovati di fronte alla solita trasmissione in formula classica. Si è trattato di un programma che ha unito, alla mandata in onda del concerto dal vivo (durante il tour a Milano), quello di una sorta di docu-reality show on the road. Infatti l’esecuzione dei suoi più grandi successi è stata inframezzata da sketch in macchina o al bar con una fan (Nadia Toffa), che lo ha accompagnato e a cui si è raccontato grazie anche a domande per un’intervista/conversazione simpatica, divertente e fresca.

Ciò ha reso più personale e meno monotona la trasmissione, che ha alternato le canzoni alle chiacchierate, attraverso cui il cantante si è voluto far conoscere e avvicinare al pubblico e a tutti i suoi sostenitori. Sul palco ha ballato, ha saltato, ha corso, ha gridato, si è scatenato ed agitato (e sicuramente anche emozionato oltre che entusiasmato). Ha sudato passione e si è lasciato completamente andare. Come ha spiegato a Nadia, quando sale ed è sul palco si trasforma: “Tiro fuori tutto, riesco ad estraniare ogni emozione ed a viverle con naturalezza e disinvoltura, in maniera istintiva. Trovo quel coraggio di comunicare con il cuore che non ho nella vita di tutti i giorni quando sono più riservato. Mi sento più forte, sicuro, figo, non temo di fare brutte figure. Durante il concerto mi estraneo, dimentico i problemi e le difficoltà della quotidianità: siamo solamente io e i miei fan”. Puntava a far divertire e a regalare loro leggerezza e serenità, per questo il suo show é stato anche intrattenimento. Voleva fare qualcosa di diverso, di nuovo, di originale e c’è riuscito. Ama sorprendere il ‘suo’ pubblico e non si è risparmiato, né sopra né fuori dal palco. Un tributo dovuto per commemorare una tappa speciale del suo tour: una tre giorni che ha definito ‘super’ quella di Milano; un’occasione per trascorrere un’intera giornata in sua compagnia: di giorno in giro per le strade della capitale lombarda e di sera tutti al Forum di Assago. Un modo migliore per festeggiare i 25 anni di carriera non poteva trovarlo. Nozze d’argento con la musica, sua ragione e compagna di vita cui si dedica con passione. Non a caso, nel finale ha autografato delle chitarre mentre cantava e poi le ha distribuite tra il pubblico. Da lì all’appello finale il passo é stato breve: “Regalate una chitarra ai vostri figli e insegnate e imparate a suonarle e a conoscere la musica. Ogni casa dovrebbe averne una: dove ce n’è una c’è musica e dove c’è musica c’è vita”. Le luci, i cambi d’abito, le scenografie e le coreografie alle sue spalle non sono di certo mancate durante il concerto. Tuttavia vi sono state sorprese gradite di sicuro al pubblico: il duetto live con J-AX, con Federico Zampaglione dei Tiromancino (sotto i portici di Milano però), con Giuliano Sangiorgi alla chitarra in “Liberatemi”, quello “a distanza e immaginario” con Pino Daniele, in “One day-Tutto prende un senso”, la cui semplicità diretta nel modo di relazionarsi ha sempre apprezzato: appena Biagio ascoltò il brano ne rimase colpito e Pino gli rispose ‘ti piace la mia nuova canzone? Allora cantala’. E poi i video messaggi di Eros Ramazzotti o quello di Laura Pausini nel finale per richiamarlo sul palco ancora a cantare, quando il concerto era quasi finito. Un modo diverso per stupire ancora ed uscire fuori dagli schemi.

Ed a proposito di “esterno”, cose interessanti sono accadute anche nella sorta di backstage del live. Un dietro le quinte legato all’esibizione della sera in qualche modo, che ha arricchito di particolari più o meno inediti. La sensazione è che Antonacci volesse dare di sé l’immagine di uno di famiglia, di casa. Prima é andato a prendere ed incontrare Nadia Toffa. Poi ha portato la fan da Eros Ramazzotti (con cui è amico di lunga data); inoltre dopo c’è stato un altro giro in auto con J-AX, che ha fatto scoprire il rap a Milano a Biagio, cresciuto in famiglia con questo genere di musica. In seguito ha raccontato a Nadia di quando arrivò a Milano con il padre Paolo da Bari e non furono inizialmente ben visti qui al Nord, ma dovettero sopportare qualche discriminazione abbastanza consueta per l’epoca e per chi cambia città. Dopo per loro pausa al bar e le confessa un piccolo “incidente” che ha avuto una volta, quando ha allagato la camera d’albergo, distratto e trattenuto dalle telefonate, mentre aveva lasciato l’acqua aperta per riempire la vasca. Con lei ha successivamente parlato della sua famiglia allargata in cui, con la sua nuova compagna, hanno dovuto imparare ad accogliere i reciproci figli; ma “per tenere insieme una famiglia ci vuole sempre dietro una donna di carattere”, ha commentato. Per il resto non c’è molta differenza tra una famiglia gay e un’altra etero: “é una questione di intelligenza”, ha aggiunto. Poi ha affrontato con la fan il tema dell’educazione che ha ricevuto e quella che ha dato ai figli. “Mi sono goduto tutto nella maniera più semplice. Non come i figli di papà che spesso non apprezzano le piccole cose. Io ho sempre avuto la fame di avere le cose che desideravo”, faticando per guadagnarmele con sacrificio, ha affermato sinceramente. Lo stesso cerca di fare con i suoi figli, non viziandoli e non tentando di dare loro ciò che non ha avuto lui. In questo brava la Toffa a pungolarlo con domande anche più ‘piccanti’ (se il figlio si volesse fare un tatuaggio o una canna come reagirebbe, se fosse milanista, ecc). Forse è stato anche per questa sua partecipazione che nelle ultime scene Antonacci ha cantato per lei “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli.

A proposito di brani musicali, due i momenti più belli e intensi del concerto live. Quando ha interpretato “Ti dedico tutto”, dedicandola appunto al pubblico e rivolgendo questo ringraziamento speciale a tutti i fan presenti, accorsi da tutta Italia. E l’altro quando ha eseguito “Sognami”, il cui testo ha sentito molto. L’artista ha voluto motivare e spiegare quanto fosse significativa per lui: “è per tutti coloro che hanno perso una persona cara e hanno qualcuno che sicuramente li sta guardando ora da lassù. Perché penso che vivere dignitosamente la propria esistenza dopo una grave perdita, una tragedia, un lutto doloroso significhi ed equivalga a portare rispetto a chi ci ascolta dall’alto, che continua a vivere in noi, nei nostri cuori e grazie alla nostra forza nel continuare ad affrontare la vita di tutti i giorni”. Un applauso caloroso si è scatenato dalla ‘sua’ Milano (infatti la madre è milanese e lui è cresciuto a Rozzano, in provincia di Milano appunto): meglio di una standing ovation. Un po’ il senso messo sia in “One day”, ma in particolare in “Dolore e forza” il cui testo ha scritto proprio dopo la scomparsa del padre Paolo nel 2014, cui era molto legato, proprio per superare la sofferenza legata alla morte del papà pugliese di Ruvo di Puglia da cui tanto ha imparato. Per lui è stato un esempio, tanto che ha chiamato come lui uno dei due figli (Paolo e Giovanni appunto) che ha avuto da Marianna Morandi, figlia di Gianni Morandi. In essa egli descriva come la forza di reagire e lottare, andare avanti, resistere e (soprav)vivere venga proprio dal e grazie al dolore provato per un evento traumatico, che occorre superare cercando non di rimuoverlo ma di rielaborarlo in maniera positiva e costruttiva e non autodistruttiva; per trasformare il male che ci è arrivato in bene. Solamente così il dolore ci rende più forti e diventa forza, il “Dolore e forza” della canzone. Antonacci (che nel finale ha accennato anche a un pezzo di “Caruso” in napoletano di Lucio Dalla) si dimostra così un abile chitarrista, ma anche paroliere.

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