mercoledì, 29 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

ETERNA CITTA’ FERMA
Pubblicato il 21-12-2016


roma-cittaLa Città Eterna sembra finita nel ‘pantano’ dell’Amministrazione e non riesce a muoversi. Un bilancio disastroso per la Capitale, da tutti i punti di vista. Stavolta nel mirino proprio il Bilancio del Campidoglio, l’Oref, l’Organismo di Revisione Economica e Finanziaria del Comune di Roma ha bocciato il bilancio di previsione 2017-2019 in discussione in Assemblea Capitolina. L’Oref, nel documento con cui valuta con un parere “non favorevole” il testo del bilancio, ritiene “non sufficienti gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell’equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto al riconoscimento dei debiti fuori bilancio”. Nel testo, si legge ancora, i revisori contabili del Campidoglio valutano anche le possibili criticità legate alle “passività potenziali comunque presenti e a tutte le altre criticità evidenziate nel presente parere”. Nel suo documento, l’OREF ha scritto che il comune di Roma ha sopravvalutato le entrate “non strutturali”, cioè quelle non regolari, come multe e recupero dell’evasione fiscale, e ha abbandonato il piano – iniziato dal precedente sindaco Ignazio Marino e proseguito dal commissario Francesco Paolo Tronca – che prevedeva la razionalizzazione e la vendita delle partecipazioni del comune in una serie di società che non c’entrano molto con l’amministrazione cittadina (come la società assicurativa Assicurazioni di Roma). A questo proposito, i revisori scrivono che non sono state rispettate «le raccomandazioni del ministero dell’Economia e le previsioni del piano di rientro in riferimento alla razionalizzazione e/o all’alienazione delle società partecipate», in particolare quelle che: «non svolgono attività per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’Ente».
Un fatto senza precedenti che ora rischia di avere conseguenze gravissime per la città: con questa decisione, infatti, l’iter deve ripartire da capo e con ogni probabilità si andrà all’esercizio provvisorio.
C’è però un’altra via di uscita, ma sempre a breve termine, che dà un po’ più di tempo al sindaco in carica. Prima della crisi di governo, l’allora Residente del Consiglio, Matteo Renzi, il 4 dicembre aveva concordato con l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani di inserire una proroga fino al 31 marzo per andare incontro alle città più problematiche, come Roma Capitale. Una decisione che doveva essere inserita nella legge di Bilancio, già approvata dalla Camera. Ma dopo il referendum, con la crisi di governo in corso, al Senato la legge di bilancio passò velocemente e senza alcuna modifica. Col risultato che la norma non venne stata inserita. “Probabilmente lo sarà – spiega Guido Castelli, delegato alla finanza locale dell’Anci e sindaco di Ascoli – non credo il governo abbia problemi a trasformarla in un decreto. Credo ci sia l’accordo di tutti”.
Virgina Raggi ha quindi tempo fino al 28 febbraio per rivedere e uniformare il bilancio del Comune di Roma.
L’ironia della sorte vuole poi che proprio lo scorso anno, il 21 giugno 2015, Virginia Raggi dai banchi dell’opposizione attaccava la giunta Marino sul Bilancio: “L’Oref è un organo indipendente, che noi dovremmo ascoltare molto attentamente quando ogni volta che ci invia relazioni sui bilanci e formula queste eccezioni e riserve che ci dovrebbero indurre a fare qualche passo indietro e a modificare il tiro”. L’attuale sindaco di Roma proseguiva: “Il sindaco ha chiamato il Mef ma non ascolta l’Oref. Un sindaco che fa parte del sistema e che vuole demolire il sistema fa rabbrividire. Sembra Tommasi di Lampedusa”.
Ma la bocciatura del bilancio di previsione della giunta Raggi ha scatenato una nuova polemica in Campidoglio, tra i quali non poteva mancare Roberto Giachetti, che è intervenuto a Radio accusano Campus: “Siamo allo sbando, ora dobbiamo capire cosa succede, anche perché non è che è stata fatta una correzione o un rilievo, è stato detto che va smontato e rimontato il bilancio, il che significa che deve ricominciare a fare tutti i giri, tra giunta e municipi. Il problema più grande è che sono sei mesi che si discute soltanto di poltrone, di nomi, di faide interne al Movimento Cinque Stelle, la città è ferma e noi questa cosa non ce la possiamo permettere”. Aggiungendo: “C’è stata una sottovalutazione del grande lavoro che c’è da fare a Roma. E poi c’è arroganza, scarsa umiltà. Tutto si è girato dando la colpa esclusivamente alle responsabilità del passato. Il tema delle responsabilità del passato, che ovviamente ci sono, può essere usato una settimana, quindici giorni, un mese. Dopo sei mesi diventata scontato”.
Nel frattempo la Giunta continua a perdere i pezzi, Daniele Frongia e Salvatore Romeo dicono addio ai loro incarichi di vicesindaco e capo della segreteria di Virginia Raggi, che esce di fatto commissariata dalla crisi aperta dall’arresto di Raffaele Marra. Proprio sul caso Marra e sui rapporti con il Fatto Quotidiano, il senatore Enrico Buemi ha presentato oggi un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando su come facesse la redazione a sapere “degli atti di indagine compiuti il 30 giugno” sui contatti tra Sergio Scarpellini, uno dei più noti immobiliaristi di Roma e Raffaele Marra.

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