martedì, 28 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Bollo auto. Stangata sull’Aci dall’antistrust
Pubblicato il 15-12-2016


aciTre milioni di euro. È la multa inflitta all’Aci dall’Antitrust per aver applicato una ulteriore commissione di un Euro a chi paga il bollo auto con bancomat o carte di credito. L’Antitrust ha così concluso l’istruttoria che aveva avviato nei confronti dell’Automobile Club d’Italia e della sua società controllata Aci Informatica Spa, applicando l’articolo 62 del Codice del consumo. L’Automobil club però non ci sta e definisce “non codivisibile” la decisione. “Ci riserviamo ogni tutela”. Sul piede di guerra sull’altro fronte anche i consumatori che chiedono il rimborso delle cifre versate in più. Il Codice del consumo sancisce infatti il divieto assoluto d’imporre spese aggiuntive ai consumatori per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento, come le carte di credito e i bancomat.

Il procedimento ha accertato che entrambi i soggetti applicano una commissione aggiuntiva ai consumatori. Questa commissione si somma all’importo fisso di 1,87 euro che remunera il costo del servizio di riscossione della tassa. In particolare, il servizio di pagamento online del bollo sul sito dell’Aci prevede una maggiorazione dell’1,2% sulla somma pagata per l’impiego di una carta di credito, mentre per l’utilizzo del bancomat presso le delegazioni territoriali dell’Aci la commissione dovuta è fissa ed è pari a 0,20 euro. Prima che il procedimento si concludesse, le parti coinvolte nell’istruttoria hanno ridotto la commissione per il pagamento con carta sul sito dell’Aci a un corrispettivo fisso, stabilio in 0,75 euro. L’Autorità però non ha considerato tale riduzione come una cessazione della condotta contestata, perché il Codice del consumo prescinde dall’entità del sovrapprezzo.

Dunque, per la violazione dell’articolo 62 del Codice del consumo l’Antitrust ha stabilito una sanzione amministrativa pecuniaria, in solido tra Aci e Aci Informatica, di 2,8 milioni di euro, cui se ne aggiunge una di 200 mila euro in relazione alle modalità ingannevoli con le quali, sul sito dell’Aci, sono state fornite informazioni in merito al servizio.

In una nota a commento del provvedimento, l’Aci prende atto della decisione dell’Antitrust, che ritiene non condivisibile e nei confronti della quale si riserva ogni tutela. Il costo richiesto all’utenza, secondo l’Automobile Club, è sempre stato a mera copertura del servizio. La nota prosegue affermando che nel corso degli anni l’Aci ha richiesto agli utenti il solo costo vivo del servizio bancario per il pagamento con carte di credito, né avrebbe potuto fare altrimenti in ragione del suo ruolo di ente pubblico, riscossore di un tributo per conto delle Regioni. Secondo l’Aci, nel medesimo modo operano gran parte delle amministrazioni che offrono servizi di pagamento online; inoltre, tale costo è stato ridotto negli anni, via via che l’Aci otteneva tariffe più convenienti per l’esecuzione del servizio tramite gare pubbliche. L’Aci, conclude il comunicato, darà esecuzione alla decisione dell’Antitrust soltanto ove non dovesse intervenire, come auspicato, una misura di sospensione cautelare di questa decisione.

Redazione Avanti!

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