lunedì, 20 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Comitato dei Socialisti
e Riformisti:
Appello a favore del Sì
Pubblicato il 01-12-2016


Domenica i cittadini italiani e trentini sono chiamati ad esprimersi sulla riforma costituzionale varata dal Parlamento, dopo lungo confronto. Nel contesto odierno, segnato da disaffezione, rabbia e pericolose spinte contrapposte, la prima grande questione è la partecipazione al voto. Qualsiasi sia il risultato, l’affluenza alle urne segnerà la consultazione e dimostrerà la forza o la debolezza delle istituzioni e del sistema Paese. Per questo ci auguriamo la massima partecipazione. Occorre esprimersi, esserci, prendere posizione per non lasciare una minoranza di elettori a decidere per noi.

Entrando nel merito, i Socialisti, i Laici, i Riformisti si esprimono convintamente per il Sì al referendum e invitano tutti i democratici a votare per la conferma delle modifiche costituzionali. Per una serie di motivi:

Aspettiamo questa riforma da quasi 40 anni; chi oggi si oppone, in passato ha sostenuto con forza cambiamenti del tutto simili; chi dice che, una volta bocciata la riforma, se ne farà un’altra in tempi brevi, o è smemorato o è illuso o è in malafede.

Le modifiche non riguardano la prima parte della Costituzione né i suoi principi fondamentali: i valori del 1948 rimangono tali e quali.

Non ci sono derive autoritarie all’orizzonte: anzi, per fare un esempio, viene circoscritta la decretazione di urgenza, spesso utilizzata dai Governi per aggirare la discussione parlamentare.

Finisce il bicameralismo paritario e il Senato si avvia a diventare quella “Camera” delle Regioni e degli enti locali da molti e da tanto tempo auspicata.

Viene regolamentato il rapporto tra Stato e Regioni, riequilibrando un sistema troppo spostato sulla dimensione federalista (senza la nascita di un  vero impianto federale).

Da non sottovalutare la nuova disciplina sul referendum, in particolare con l’innalzamento del numero delle firme necessario per l’indizione e il contestuale abbassamento del quorum per sancirne la validità.

Per quanto riguarda il Trentino, la nuova Costituzione conferma la modalità “pattizia” del rapporto tra Stato e Regioni autonome: in pratica per il Trentino Alto Adige le modifiche allo Statuto saranno varate in autonomia e poi concordate con il Parlamento.

Votare Sì significa scommettere sull’Italia e sulla capacità della politica di cambiare le cose. Questa riforma è soltanto un punto di partenza. Per questo ha bisogno del maggior consenso possibile. Il No sarebbe invece un salto nel buio, la vittoria della conservazione,la  rinuncia a rinnovare il Paese.

Appello firmato da:
Raffaele Mauro, Bruno Degasperi, Paolo Farinati, Claudio Fontanari, Fernando Guarino, Mauro Lando, Mauro Leveghi, Paolo Manfrini, Ermanno Monari, Celso Pasini, Renato Pegoretti, Alessandro Pietracci, Lamberto Postal, lda Sangalli Riedmiller, Camilla Santagiuliana Busellato, Claudio Tasin,  Lorenza Visintainer,  Nicola Zoller.

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Commenti all'articolo
  1. Condivido l’auspicio di vedere la più alta partecipazione al voto del 4 dicembre, e ho altresì molto rispetto per l’opinione esposta dai firmatari di questa nota, ma se l’affermazione “i Socialisti, i Laici, i Riformisti si esprimono convintamente per il Sì al referendum” deve essere intesa nel senso che chi è orientato per il NO non appartiene alla categoria dei Socialisti-Laici-Riformisti, mi premetto di non essere affatto d’accordo.

    Paolo B. 01.12.2016

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