lunedì, 27 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Disoccupazione stabile. Nel terzo trimestre all’11,6%
Pubblicato il 07-12-2016


Disoccupazione-giovaniL’Istat ha comunicato i dati sull’occupazione nel terzo trimestre. Nulla di nuovo dal fronte occupazionale. Nel terzo trimestre del 2016 il tasso di disoccupazione è rimasto fermo all’11,6% rispetto al secondo trimestre proseguendo la serie di quattro trimestri consecutivi. Comparandolo allo stesso periodo del 2015 risulta aumentato dello 0,4% pari a 132.000 disoccupati. Sono stabili rispetto al secondo trimestre il tasso di occupazione al 57,3% (+0.8% sullo stesso periodo del 2015) ed il tasso di inattività al 35,1%. Rispetto al terzo trimestre 2015 il tasso di inattività si riduce di 1,2 punti percentuali. Complessivamente i disoccupati sono 2.987.000.

L’occupazione, al netto dei lavoratori stagionali, è di 22.775.000 unità.

Con riferimento all’offerta di lavoro, dopo cinque trimestri consecutivi di crescita, nel terzo trimestre del 2016 si registra una battuta di arresto e mostra un lieve calo rispetto al trimestre precedente (-14.000 unità pari allo 0,1%). Il dato rappresenta la sintesi della crescita dei lavoratori dipendenti (+66.000 unità pari allo 0,4%) inferiore al calo dei lavoratori indipendenti (-80.000 unità, pari a – 1.5%). L’aumento tendenziale in un anno riguarda maggiormente le donne con +189.000 unità concentrate esclusivamente tra gli over 50.

A livello congiunturale rimane piuttosto stabile anche il tasso di occupazione, tuttavia, le tendenze mensili, relativi ai dati di ottobre 2016, al netto delle stagionalità, manifestano un nuovo calo degli occupati concentrato nei dipendenti a tempo indeterminato a fronte di una modesta crescita dei dipendenti a termine e della stabilità dei lavoratori indipendenti.

Le dinamiche tendenziali del terzo trimestre del 2016 confrontate con lo stesso periodo dell’anno precedente portano ad una crescita complessiva di 239 mila occupati, meno accentuata rispetto a quella registrata nel secondo trimestre.

Per il terzo trimestre consecutivo diminuisce, in modo più consistente, il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni (-528 mila in un anno) ed il corrispondente tasso di inattività. Nel confronto tendenziale, la diminuzione dell’inattività è diffusa per genere, territorio, classe di età e riguarda sia quanti vogliono lavorare (-212 mila le forze di lavoro potenziali, soprattutto tra le donne) sia la componente più distante dal mercato del lavoro (-316 mila chi non cerca e non è disponibile).

Dal lato delle imprese, si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti pari allo 0,6% sul trimestre precedente, associato ad una lieve riduzione delle ore lavorate per dipendente (-0,3%). Continua inoltre a diminuire il ricorso alla Cassa integrazione.

L’aumento delle posizioni lavorative è una sintesi della stabilità dell’industria in senso stretto e dell’incremento dei servizi; il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre è stabile su base annua. Per quanto riguarda il costo del lavoro, diminuiscono ancora gli oneri sociali (-0,6%), effetto della riduzione contributiva associata alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Dai dati pubblicati dall’Istat si potrebbe individuare una debole ripresa dell’attività economica nel nostro Paese con livelli tuttora inferiori alle medie dell’eurozona.

Salvatore Rondello

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