lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

FLOP CAPITALE
Pubblicato il 22-12-2016


campidoglio

Ancora una giornata nera per l’amministrazione di Roma. Niente sponsor per il concertone di Capodanno a Roma, il primo dell’amministrazione Cinquestelle. Sponsor in fuga, caos negli uffici capitolini e alla fine è saltato il concertone di Capodanno previsto al Circo Massimo. La doccia gelida è arrivata quando dalla società iCompany, vincitrice del bando, hanno fatto sapere che “non c’erano più le condizioni”. Da qui la ritirata. Un colpo di scena motivato dal caos amministrativo di queste ultime ore. Insomma quello che doveva essere il nuovo modello di evento si è rivelato un flop. Nessuno ha accettato, gli operatori del settore si sono dileguati, gli sponsor hanno dirottato le risorse altrove” ha sottolineato il deputato del Pd, Michele Anzaldi. “Il meccanismo studiato dalla giunta Raggi, con la richiesta preventiva di sponsorizzazioni già a disposizione prima ancora di conoscere il profilo degli eventi, si è trasformato in un boomerang. Doveva essere la dimostrazione del nuovo modo di amministrare dei cinquestelle nella Capitale, è diventato un fallimento”.

Il fallimento del Concertone è solo un’altra goccia che si aggiunge ad una situazione non facile soprattutto dopo l’addebito di conflitto di interessi arrivato per Raffaele Marra. Ma la tegola più pesante è per Virginia Raggi: sapeva di quel conflitto e lo ha ignorato. E’ quanto deliberato dall’Anac sul caso Marra. Nove pagine firmate dal presidente Raffaele Cantone, rese pubbliche dopo l’esame del consiglio dell’Autorità e accompagnate dalle carte acquisite nel corso delle verifiche partite a fine novembre. Inoltre c’è da risolvere la grana del bilancio del Campidoglio dopo la bocciatura dei revisori dei conti del Comune: c’è tempo fino al 28 febbraio prima del rischio di un commissariamento. All’assedio di fatto su Raggi si unisce l’Autorità anticorruzione (Anac), che sulla nomina alla direzione Turismo di Renato Marra, fratello del capo del personale Raffaele – in carcere accusato di corruzione -, sostiene che la sindaca sapeva del conflitto di interessi. Lo ha dichiarato nel documento inviato all’Anac, ma ciò “non è sufficiente per rimuoverlo”, si legge nella delibera dell’Authority di Raffaele Cantone. Inoltre c’è contraddizione tra l’aver rivendicato l’autonomia totale nella nomina e l’aver scritto di una “istruttoria svolta dalle strutture competenti”.

La sindaca, secondo Anac, doveva escludere del tutto Raffaele Marra dalla nomina del fratello. Per l’ex vicecapo gabinetto si configura un conflitto di interessi e gli atti vanno in Procura. I rilievi dell’Anac inviati dall’anticorruzione in procura confluiranno nella più ampia inchiesta sulle nomine della giunta Raggi. I guai giudiziari per la sindaca potrebbero venire da questo fronte come da quello di Romeo, ormai ex capo della segreteria politica. Marra si è dimesso dicendosi estraneo ai suoi problemi con la giustizia. Romeo lascia “per evitare che attaccando la mia persona si possa nuocere allo straordinario lavoro che si sta svolgendo in Campidoglio”, dice ringraziando la sindaca.

Ha invece ricevuto da tempo un avviso di garanzia per reati ambientali l’ex assessore all’Ambiente Muraro, sentita a lungo dai pm per una vicenda precedente all’amministrazione Raggi, quando era consulente di Ama, l’azienda municipalizzata.

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