martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Grasso: No a legislature a tempo
Pubblicato il 16-12-2016


Grasso-crocetta-intercettazioniAppena insediato e già ci si chiede per quanto. Tra gli aggettivi dati al Governo Gentiloni si è sentito anche quello di esecutivo a tempo. Tra i primi a dirlo il Ministro, riconfermato,  Poletti che, commettendo un evidente scivolone e sgarbo istituzionale a cui ha poi tentano di porre rimedio, ha parlato di scadenze che avrebbero reso vano il referendum sul job acts.

Oggi a dire esattamente il contrario è il presidente del Senato Pietro Grasso che, iIncontrando la stampa parlamentare, ha detto: “Non posso immaginare che a decidere sulla durata della legislatura influiscano temi estranei al bene del Paese e che riguardino le singole velleità di leader, o addirittura la paura di altri appuntamenti referendari”. Lo ha detto il presidente del Senato Grasso chiedendo che il dibattito politico non sia “arena per lo scontro di personalità ipertrofiche”. Ha poi ricordato che dal voto del 4 dicembre è emersa la volontà dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti, per cui “occorre una Legge elettorale coerente per l’elezione delle due Camere”. “Chi fa informazione – ha aggiunto – è chiamato ad una maggiore cura e verifica delle fonti, magari evitando di sentirne solo una, con il rischio di prestarsi a giochi di sponda con il potere politico od economico”. Anche il mondo dell’informazione, come quello della politica, soffre di un deficit di comprensione della realtà e di fiducia da parte dei cittadini. Si parla molto di post verità. Siamo tutti chiamati a dimostrare maggiore responsabilità in questo momento”. “Ai cittadini, specie ai più giovani, rinnovo l’invito ad ampliare il loro panorama: non basta – sottolinea il Presidente del Senato – un solo giornale né un solo sito, non basta seguire i link che gli amici pubblicano su Facebook o scorrere i tweet dei profili che seguiamo, non basta un programma televisivo o qualche breve video su YouTube per capire la complessità del nostro Paese e del nostro mondo. Serve tutto questo, e molto di più. La capacità di assegnare a ciascuna fonte il suo peso l’intelligenza di saper unire i puntini e infine la capacità di sintetizzare il tutto in una opinione, finalmente, davvero informata”.

“Non vorrei che si passasse senza soluzione di continuità – ha ggiunto – dalla campagna referendaria a quella elettorale. Le tossine che hanno inquinato l’aria del dibattito politico e pubblico in queste settimane devono ancora essere smaltite, gli animi sovreccitati hanno bisogno di calmarsi prima di gettare il Paese di nuovo in un clima di divisione e competizione elettorale”. “Lo stato di salute della nostra cultura politica emerso in questi mesi  impone un giudizio severo. La campagna appena finita si è distinta per un’eccessiva lunghezza, per toni esagerati, allarmismi già smentiti dai fatti, slogan vuoti e fuorvianti da entrambi i fronti, promesse e minacce il cui problema non è tanto il non averle mantenute, ma averle fatte”.

“Non posso immaginare – ha detto il presidente del Senato – che a decidere sulla durata della Legislatura influiscano temi estranei al bene del Paese e che riguardino le singole velleità di leader, partiti e movimenti, o addirittura la paura di altri appuntamenti referendari che sembrano profilarsi nei prossimi mesi. Sarebbe irresponsabile e controproducente”.

“Lo stato di salute della nostra cultura politica emerso in questi mesi impone un giudizio severo. La campagna appena finita si è distinta per un’eccessiva lunghezza, per toni esagerati, allarmismi già smentiti dai fatti, slogan vuoti e fuorvianti da entrambi i fronti, promesse e minacce il cui problema non è tanto il non averle mantenute, ma averle fatte”.

Il presidente del Senato ha sottolineato anche come le Camere non possano fermarsi e vadano ripresi in esame diversi provvedimenti fermi anche a causa del clima pre-referendario. Molti importanti provvedimenti sono rimasti bloccati in Senato. Sarebbe grave – ha detto Grasso – se dopo essere rimasti in sospeso per mesi e mesi dovessero rimanere ancora fermi, fino alla fine della Legislatura, per un mero calcolo elettorale”.

“Molti importanti provvedimenti sono rimasti bloccati in Senato. Faccio io quel rapido elenco che lei, per educazione – afferma Grasso rivolto al presidente della stampa parlamentare – ha omesso: in Aula sono stati già calendarizzati nei mesi scorsi, senza essere esaminati perché giudicati troppo “divisivi” in periodo pre-referendario: le modifiche al codice penale, il delitto di tortura, la legge su mercato e concorrenza, l’istituzione di una commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici, il riordino della Protezione civile e la riforma in materia di cittadinanza. Sono all’esame delle commissioni, poi, provvedimenti contro il cyberbullismo, la riforma del codice antimafia, della giustizia civile, il contrasto all’omofobia, le norme sul cognome dei figli, la delega per il contrasto alla povertà ed altro ancora. Come si può ben capire – sottolinea il Presidente del Senato – sono provvedimenti che incidono sulla vita dei cittadini, sulla giustizia, sull’economia, sugli investimenti, sul contrasto alla criminalità, alla violenza, al razzismo. Sarebbe grave se dopo essere rimasti in sospeso per mesi e mesi dovessero rimanere ancora fermi, fino alla fine della Legislatura, per un mero calcolo elettorale. Al di là della diversità di opinioni, sono temi che il Parlamento può e deve affrontare lasciando ai gruppi e all’Aula la decisione finale sulle modifiche e sull’approvazione dei testi, come è normale in democrazia. Non tutti i provvedimenti devono essere vissuti come sfide di una parte contro l’altra. L’approvazione, la modifica o la bocciatura di emendamenti e proposte legislative – conclude – fanno parte di una sana e non muscolare dialettica democratica”.

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