mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ha vinto il no, nettamente
Pubblicato il 04-12-2016


I primi exit pol sono troppo netti, con un ventaglio a vantaggio del no talmente alto che non lascia speranze ai sostenitori della riforma. Prendiamo atto che il popolo italiano ha votato compatto, e credo che alla fine il dato si avvicinerà addirittura al 70 per cento. I primi dati danno una differenza tra no e si di 10-14 punti. Le prime proiezioni allargano ulteriormente il ventaglio. Una enormità, anche maggiore di quanto non sostenessero i sondaggi degli ultimi giorni. Evidentemente il maggior afflusso di votanti ha favorito il no. I partiti del no potevano contare infatti su un elettorato di circa il 65 per cento contro un 35 per cento dei partiti del sì.

Ma anche quel 35 per cento é segnato dalla divisione all’interno del Pd. Non c’è stato uno spostamento massiccio di voti degli elettori dei partiti del no sul sì e questo è segnalato dalla spinta al voto degli italiani. Gli elettori, inutile girarci attorno, hanno votato contro il governo visto che la partita era il governo. Risulta perfino naturale che l’espressione di voto degli elettori grillini, di sinistra e di centro-destra, che sono collocati all’opposizione, abbia confermato la loro vocazione antigovernativa.

Renzi non può che prenderne atto e dimettersi, rinunciando al probabile invito del presidente della Repubblica a presentarsi alle Camere. Si discuterà dei suoi errori, della eccessiva personalizzazione (che non significa non annunciare le proprie dimissioni in caso di sconfitta), ma di condurre la battaglia esponendosi in esclusiva o quasi. Si discuterà dell’elezione di Mattarella e non di Giuliano Amato, che ha prodotto la fine del patto del Nazareno. Si discuterà della inopportunità di varare una legge elettorale che poi si è deciso, opportunamente, di modificare. Si discuterà di questo e di altro.

Resta il fatto che il voto produce una situazione di instabilità e probabilmente avvicinerà le elezioni politiche. Ci saranno fibrillazioni nelle borse che poi, speriamo, si modereranno ed equilibreranno. Per quel che possiamo fare noi, poco, direi che dovremo appoggiare un governo democratico che possa contare sull’appoggio non solo delle attuali forze di governo. Dovremo appoggiare la riforma dell’Italicum che elimini il ballottaggio, che trasformi il premio di lista in premio di coalizione. E’ evidente che in questa nuova situazione e con gli ultimi sondaggi che danno i Cinque stelle al 30 per cento e un tripolarismo più o meno paritario, dovremo puntare a un sistema elettorale che esalti la proporzionalità e non la vocazione maggioritaria. Tra l’altro si tratta di quello che personalmente ho sempre sostenuto. Certo prima ancora del centro-destra che l’Italicum ha votato e prima del Pd. Ma che importa?

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, è successo quello che temevamo, il voto è stato un voto politico. Dai guelfi e ghibellini al “particulare” di Guicciardini, noi italiani non siamo cambiati. Saluti da Budapest.
    Mario.

  2. Dopo una nottata in bianco, l’unica razionale considerazione è che gli italiani sono strutturalmente e sostanzialmente levantini nel DNA, pertanto incurabili GATTOPARDESCAMENTE immutabili.

  3. Direttore, Renzi resta leader incontrastato e si apre stagione del proporzionale, per noi PSI tutto in ordine. Occorre risolvere fratture interne invece, e rilanciare Unità Socialista con tutti i socialisti, ovunque siano. Ultimo treno

  4. Credo che non sarebbe male rilanciare l’idea di una forza autenticamente riformista e socialista. Si è aperto un grande spazio per noi se lo sappiamo sfruttare. Una nuova idea di riformismo e di sinistra è richiesta. E noi dovremmo farcene carico. Cogliere i lati buoni del Renzismo e aggiungere qualche idea che provenga dalla tradizione in direzione di una maggiore eguaglianza. E’ la disuguaglianza la causa del populismo attuale. Quando c’era il PCI il principio cardine per noi era la libertà. Ora dobbiamo virare verso una maggiore eguaglianza. Si dividerà o no questo PD?

  5. Caro Mauro, vomer diceva TOTO’ (Principe De Curtis): “quando l’ignorante grida, l’intellligente tace; è una questione di stile”.
    E che il furbetto di Rignano all’Arno abbia gridato molto ed occupato tutti gli spazi dello scibile. è stato sotto gli occi di tutti. Tanto che anche chi inizialmente aveva provato simpatie, alla fine l’ha scaricato.
    Ma a me interessate voi che per “stato di necessità”, più che per convinzione, vi siete ulteriormente “schiacciati” sulle posizioni dello stesso.
    Non è tempo di tirare le somme? di fare un passo indietro? Ormai il bambino prodigio si è bruciato, convinto come era che a lui tutto era dovuto e per lui tutto era possibile.
    Avete ancora FEDE nell’obbrobio PD che di laico e di socialista non ha nulla, solo sete di potere, come hanno sempre avuto l’ex DC governante e l’ex PCI incalzante. Di laicità e senso dello Stato, pochi prima e nessuno di loro ora la dimostrano.
    Dai, un colpo di RENI. Uscite dalla morsa, ché i socialisti stanno bene liberi perché solo nella liberta hanno partorito le migliori idee. Di cui ancora ora i cittadini italiani godono.
    Non consentite che le perdano, rendendovi corresponsabili di una politica che non è e non può essere la nostra.
    Un saluto fraterno.

  6. Vittoria del popolo italiano che non vuole essere privato della sua sovranità e non vuole avere il ruolo di pura comparsa in occasione delle competizioni elettorali o plebiscitarie.
    La partecipazione degli Italiani alle urne è stata molto accorta e molto attesa e attesta che il popolo italiano stretto all’ angolo da politici arroganti ancora è vigile ed è pronto a punire velleità autoritarie.
    Renzi è stato il presidente del consiglio italiano che ha avuto maggior potere non concesso dal popolo ma dal parlamento.
    Egli è stato visto come il politico nuovo capace di svecchiare la nostra politica appesantita da protagonismo, da arroganza e da privilegi dei parlamentari tanto da essere denominata casta.
    Purtroppo l’ entusiasmo iniziale è stato sostituito dal più grave pessimismo; Renzi non ha dimostrato di essere il nuovo anzi con cinicità di un politico consumato ha stretto alleanze con politici non solo chiaccherati ma anche condannati per corruzione insomma si sentiva superiore a tutte le convenzioni sociali e anche alle leggi pur di creare il suo partito della nazione che, a riforma costituzionale attuata, avrebbe governato per moltissimi anni.
    Il popolo non ha approvato le modalità di revisione della propria costituzione approvata in parlamento ricorrendo ad artefici del canguro o altro oppure alla fiducia. Abbiamo assistito ad un dibattito parlamentare penoso portato avanti da parlamentari eletti con una legge elettorale incostituzionale e da un esecutivo formato da componenti designati da un parlamento anch’ esso incostituzionale.
    Il pericolo di un governo autoritario è stato scongiurato, adesso si deve disegnare un rinnovato cammino con la formazione di un governo che avrà il compito di correggere gli errori commessi e quello più difficile di trattare con Bruxelles sui trattati che stanno allontanando i cittadini europei dal sogno europeo e di saper captare la fiducia del popolo.

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