giovedì, 30 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

I precari dell’Istat occupano la sala stampa dell’Istituto
Pubblicato il 01-12-2016


precari-istat-2La lunga vertenza dei Precari Istat, da anni mobilitati per l’obiettivo della stabilizzazione del proprio posto di lavoro, ha subito in questi giorni una brusca accelerazione.
Oggi infatti l’Istat ha dovuto limitarsi a pubblicare un comunicato sugli occupati, la sala stampa è stata occupata stamattina alle 9 e 30 dai lavoratori precari, che contestano la mancata stabilizzazione: speravano in un emendamento ad hoc nella legge di Bilancio. Emendamento che durante il passaggio della manovra alla Camera non è però stato approvato. Sono stati bloccati i briefing telefonici dai 350 precari dell’Istituto che rivendicano la stabilizzazione dei propri contratti di lavoro attraverso una misura normativa che deve essere inserita nella legge di bilancio che andrà in discussione al Senato la prossima settimana.
Dopo il presidio del 20 novembre in Piazza Montecitorio e due successive giornate di intensa mobilitazione culminate con l’irruzione nella sede nazionale del PD, si è consumata la bocciatura in commissione bilancio dell’emendamento 52.06, come di tutti gli altri provvedimenti analoghi, ha interrotto la strada che avrebbe potuto rappresentare la fine del precariato per questi lavoratori.
“Il messaggio che deve arrivare a questo governo, o a quello che eventualmente seguirà dopo la consultazione referendaria, è che la nostra stabilizzazione non è più rinviabile”, fanno sapere in un comunicato i precari dell’Istituto di statistica italiano che spiegano “anche alla luce dell’assenza di provvedimenti in materia di precariato nella riforma degli Epr targata Madia, siamo ancor più consapevoli degli ostacoli che si frappongono al nostro obiettivo e determinati a raggiungerlo”.
Mentre dentro l’istituto i precari manifestavano, l’Istat fotografava un mercato del lavoro ancora in affanno e di precariato con la continua diminuzione di contratti a tempo indeterminato.
“L’Istat si avvale del contributo di 342 tra ricercatori, tecnologi e collaboratori tecnici a tempo determinato, assunti a seguito di una procedura concorsuale pubblica. Un esercito di lavoratori ultra-qualificati, che lavora, da oltre un quinquennio, in condizioni di assoluta incertezza”, si legge ancora nel comunicato.

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