lunedì, 24 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Il patto Gentiloni
Pubblicato il 11-12-2016


Non è certo quello che nel 1913 portò i cattolici a superare il non expedit del papa e il mancato riconoscimento dell’unità d’Italia. Quel patto restò famoso perché permise ai liberali di usufruire dei voti del mondo influenzato dalla chiesa. Appartiene alla dinastia di Paolo quel Vincenzo Ottorino Gentiloni che contrasse a nome del mondo ecclesiatico l’accordo con Giolitti. Ma lui, il nipote Paolo, ha ben altri precedenti. Nasce nel mondo cattolico, ma subisce il fascino dell’estrema sinistra, fino a diventare seguace di Mario Capanna e poi attraversa col suo leader le diverse tappe politiche fino all’adesione al Pdup.

Rinasce ecologista e amico di Francesco Rutelli, di cui diventa portavoce quando Francesco é sindaco di Roma. Con Rutelli è poi dirigente della Margherita, per la quale è ministro delle Comunicazioni nel governo Prodi, dal 2006 al 2008. Aderisce poi al Pd ma viene battuto da Ignazio Marino alle primarie per la scelta della candidatura a sindaco di Roma. Riemerge come ministro degli Esteri del governo Renzi dopo il trasferimento della Mogherini in Europa. E’ il nuovo presidente del Consiglio, scelto in continuità con l’esperienza del governo del suo predecessore.

Il nuovo Patto Gentiloni dovrebbe prevedere un governo a tempo. Quello che serve per fare una legge elettorale, qualche intervento pubblico per salvare le banche e poi via, a maggio-giugno nuove elezioni. Sarà così? Una maggioranza esiste in Parlamento e anche al Senato, come testimonia la recente fiducia ottenuta sulla legge di bilancio. E poi c’é il G7, ci sono gli appuntamenti europei, le elezioni francesi e poi quella tedesche. E chissà cosa succederà in Siria, in Libia. Ci saranno correzioni da inserire nella legge di bilancio, scatteranno molte clausole di salvaguardia. Chissà se il terrorismo si fermerà a Istambul. Davvero Gentiloni, del quale Renzi si fida, una volta completata la legge elettorale si dimetterà? Vedremo. Anche quel suo antenato aveva fatto un patto per portare voti ai liberali. Poi si mise in mezzo Don Sturzo e nacque un partito cattolico che fregò i liberali. Chissà…

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Commenti all'articolo
  1. L’eventuale gabinetto Gentiloni è un tentativo di dare ordine e stabilità al Paese, anche in attesa che il PD ritrovi i propri equilibri. Dopodichè le occasioni per rimandare il voto ce ne sono sempre, è una questione di volontà politica. Renzi, nonostante i programmi battaglieri sul controllo del Partito, mi pare particolarmente debole.
    Vedremo.
    Da parte nostra, dobbiamo più preoccuparci di costruire per la prossima legislatura, tenendoci il più possibile le mani libere

  2. Mauro, non c’è bisogno di elezioni che nemmeno Berlusconi vuole. Fare un buon governo, con Ministri migliori di quelli che aveva Renzi e, magari, un nostro qualificato Ministro di area socialista. Insieme a NCD, Ex montiani, verdiniani e compagnia bella ci stiamo anche noi. Occorre provarci.

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