domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Kaputt della seconda Repubblica
Pubblicato il 05-12-2016


Riflettendo sul referendum costituzionale prima del voto, sostenevo che se avesse prevalso “il No molti di noi, essendo legati alla storia della prima Repubblica” avrebbero potuto “ritenersi compiaciuti del fatto che nell’ultimo ventennio non si sia riusciti a cambiare l’assetto delle istituzioni, confermando le precedenti impostazioni”. Aggiungevo però che “siccome non siamo nostalgici e restiamo intimamente progressisti, ci auguravamo che col il Sì potesse migliorare – almeno per quanto possibile – la vita politica del Paese, anche nel solco delle buone idee per la riforma dello Stato proposte dal Psi fin dagli anni n’80”.

E’ venuta una valanga di No, suicidando la seconda repubblica, che è risultata effettivamente poco amata da tantissimi concittadini, come peraltro erano stati moltissimi concittadini a mettere la prima repubblica “rabbiosamente sotto accusa dopo averla sostenuta offrendole il consenso necessario per governare” secondo la testimonianza amara del filosofo Norberto Bobbio. Insomma dall’alba degli anni Novanta la nostra repubblica democratica ha moltiplicato le sofferenze.

Ora, nella stagnazione e nell’incertezza che regneranno ancora nei prossimi tempi, gli unici a godere veramente saranno i poteri burocratici e finanziari che si sottraggono da sempre alla verifica del voto popolare. E chi vorrà, potrà continuare a meditare sulle recentissime parole dello storico Gian Enrico Rusconi: “La storia non va sempre dritta e non va sempre avanti”.

Su “Avantionline” del primo dicembre mi auguravo che il premier Renzi non avesse bisogno delle difesa misericordiosa che D’Alema gli aveva pelosamente offerto dalle pagine del “Corriere della Sera” del 29 novembre 2016: qui per irridere Renzi aveva dichiarato che se questi avesse perduto il referendum costituzionale, avrebbe dovuto “difenderlo, come Craxi”, quando sarà abbandonato dai suoi sostenitori. Già, perché D’Alema si sarebbe prodigato in “una trattativa umanitaria con la Procura di Milano” per far tornare Craxi dalla Tunisia a curarsi in Italia ma di “non esserci riuscito”! Rammentavo che piuttosto di pensare a successive pietose iniziative “umanitarie” per Craxi come per Renzi dopo averli osteggiati sprezzantemente, D’Alema avrebbe potuto comportarsi più lealmente con ambedue. Contro Craxi in particolare, lo ricordiamo come capogruppo dei deputati del Pds gettarsi nella crociata a sostegno l’operazione “Mani pulite”, pronto ad invocare – testualmente – “una epurazione del ceto politico” avversario: quasi che Craxi e i rappresentanti del centro-sinistra storico fossero parificabili ai fascisti dopo la seconda guerra mondiale! Ora saremo costretti a seguire le nuove mosse dell’ex lider maximo in una improbabile difesa di Renzi che si concluderà immancabilmente con la sardonica dichiarazione di “non esserci riuscito” neanche stavolta.

Nicola Zoller
segretario Psi del Trentino-Alto Adige

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