venerdì, 24 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

La Consulta dice no al Testamento biologico in Fvg
Pubblicato il 14-12-2016


testamento_biologico_1La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge del Friuli Venezia Giulia sul testamento biologico, che prevedeva l’istituzione di un registro nazionale per le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario e disposizioni per la raccolta delle volontà di donazione di organi e tessuti. La materia, ha stabilito infatti la Consulta, spetta allo Stato e non è di competenza regionale.
“Rispettiamo questa decisione della Corte Costituzionale che richiama le competenze statali in materia di diritti alla salute e principio di uguaglianza. La legge del Friuli Venezia Giulia era effettivamente molto dettagliata e incideva anche su tali diritti”. Questa la posizione dell’Associazione Luca Coscioni per le libertà civili in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale.
“Data la sua incidenza su aspetti essenziali della identità e della integrità della persona – si legge infatti nella sentenza, depositata oggi, redatta dal giudice Marta Cartabia – una normativa in tema di disposizioni di volontà relative ai trattamenti sanitari nella fase terminale della vita – al pari di quella che regola la donazione di organi e tessuti – necessita di uniformità di trattamento sul territorio nazionale, per ragioni imperative di eguaglianza”. E proprio per questo motivo c’è una competenza esclusiva dello Stato. A impugnare la norma regionale era stata la Presidenza del Consiglio.
Ma Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni e Marco Cappato, Promotore della campagna Eutanasia legale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni rispondono al proposito: “Proprio per rispondere alle obiezioni già avanzate dall’Avvocatura dello Stato, nelle proposte di legge di iniziativa popolare promosse dall’associazione Luca Coscioni (ad esempio quella depositata con olter 5.000 firme in regione Lombardia grazie in particolare all’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano) ci siamo limitati a prevedere l’introduzione del testamento biologico nella tessera sanitaria intesa come supporto tecnico per l’espressione di volontà che sono oggi correntemente depositate presso notai, medici e Comuni. La giurisprudenza del caso Englaro, in particolare, ha chiarito la validità anche giuridica di volontà espresse persino oralmente, dunque a maggior ragione se inserite nella tessera sanitaria”.
Se la questione si arena con la decisione della Consulta, va ricordato che in Commissione Affari Sociali si è riusciti a trovare un accordo sulle norme sul biotestamento il cui testo base ora passa in sede referente per ulteriori approfondimenti e correzioni. Il 7 dicembre 2016 è stato presentato il testo unificato del progetto di legge (PDL) “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” elaborato dal Comitato ristretto della XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei Deputati.
“La decisione della Corte costituzionale rappresenta al tempo stesso una occasione mancata, ma anche uno sprone la Parlamento italiano per accelerare l’esame della proposta di legge sul testamento biologico (relatrice Donata Lenzi, PD), approvata in Commissione affari sociali alla Camera dei Deputati e ora aperta agli emendamenti fino al 12 gennaio”, auspica l’Associazione Luca Coscioni che aggiunge: “Ci auguriamo che l’esame della legge possa procedere speditamente, tenendo in considerazione sia l’interesse di tanti malati sia un’opinione pubblica per la stragrande maggioranza favorevole al diritto di decidere anche per quando non si è più in grado di intendere e di volere.”

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