venerdì, 24 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

La cultura come marmellata? Un socialista con gli occhiali. Silone cristiano – le difficili metafore
Pubblicato il 09-12-2016


“La cultura è come la marmellata”. E’ questo il titolo di un libro curioso di un’autrice molto curiosa e bizzarra,la giornalista Marina Valensise (Marsilio editore) ,che è stata per quattro anni direttrice dell’Istituto italiano di cultura a Parigi . Il titolo è mutuato da una scritta sui muri della capitale francese degli anni della contestazione giovanile: “La cultura è come la marmellata .meno ne hai più la spalmi “. L’Italia,invece,come ben sappiamo,ha un patrimonio culturale ricchissimo . L’autrice definisce il nostro paese “una grande potenza culturale inconsapevole “. La cultura ,infatti,in Italia è dappertutto . Il libro della Valesise è un racconto della sua esperienza a Parigi (2012-2016),dei suoi sforzi per rinnovare la sede ( lo storico Hotel de Galliffet),per ampliare il numero dei frequentatori (40 per cento in più, incrementando il numero delle iniziative ,sino a 260 all’anno) e cercando anche le sponsorizzazioni private,viste le risorse sempre più limitate. Non è stato facile,anche perché , l’autrice,ha dovuto fare i conti con la burocrazia ,le scarse capacità e la carente volontà dei funzionari e impiegati della sede abituati a vivacchiare. Una caratteristica comune a quasi tutti i 90 istituti culturali italiani all’estero.
Una testimonianza questa dell’attivo lavoro di una intellettuale italiana ,ma è anche una provocazione che fa riflettere sulla necessità di riformare ( e potenziare) gli strumenti culturali del nostro paese all’estero.
Occupiamoci adesso di due intellettuali socialisti. Il primo ,Antonio Landolfi (“Il socialista con gli occhiali”, Rubbettino) ,è stato un politico di vasta cultura. Per diverse legislature è stato senatore ,membro della direzione e della segreteria del Psi , sempre fedelissimo di Giacomo Mancini. Ha insegnato in diverse università ( alla Sapienza di Roma,all’Aquila,Palermo e Luiss),ha scritto numerosi saggi di storia e politica,
“Il socialista con gli occhiali”(che non è un bel titolo) è un libro composito: una parte è composta da frammenti di autobiografia,un tentativo di Landolfi di “costruire” una storia della sua vita politica utilizzando i suoi stessi scritti. Un’altra parte è composta da testi e testimonianze di amici politici sull’opera di Antonio. Un libro di grande interesse anche per la storia del Psi e del nostro paese .Rappresenta- scrivono le tre curatrici- il “pensiero autentico di un autentico socialista che provò a raccontarci qualcosa della nostra storia” ( Adriana Martinelli,Laura e Flavia Landolfi).
Il secondo libro parla di un altro grande socialista,Ignazio Silone. L’autore di “Fontamara” amava definirsi “ un socialista senza partito e un cristiano senza Chiesa”. Del Silone politico se ne è parlato a lungo in molti libri; del Silone cristiano se ne occupa ora lo storico Sergio Soave con “Prendere Cristo sul serio” (Cittadella editrice). Soave ripercorre il difficile itinerario cristiano dell’intellettuale socialista. Silone aveva fatto dolorosamente i conti col comunismo,si era schierato con il movimento socialista,subendo le sofferenze delle lacerazioni e delle scissioni. Nel suo credo religioso , leggeva le aspirazioni alla giustizia , e riusciva a coniugare il socialismo con il cristianesimo ,ricavandone ispirazione per il riscatto dei poveri e degli ultimi. Ma anche nella Chiesa cattolica Silone trovava motivi di insoddisfazione e di “tradimento” del Vangelo,anche se ribadiva sempre ,”vi sarà sempre qualche cristiano che prenderà Cristo sul serio”. Soave ha approfondito con rigore e passione di studioso,il “lato oscuro” dello scrittore de “L’avventura di un povero cristiano”,fondamentale per comprendere la complessità di questo scrittore.
Infine,due parole su un tema ricorrente : la metafora. Ce ne occupiamo con due studiose del linguaggio dell’Università di Cagliari : Francesca Ervas ed Elisabetta Gola,che hanno scritto “Che cos’è una metafora” (Carocci editore) .
”La metafora non è solo uno strumento retorico o un abbellimento letterario,ma permette anche di esprimere in modo efficace il proprio pensiero e di creare connessioni inedite con concetti o immagini in vari ambiti del pensiero”. In altre parole ,la metafora non è solo un’astuzia retorica ,è un potente strumento del pensiero in diversi ambiti del sapere. La ricerca si concentra quindi non solo sulla letteratura,ma anche sulla filosofia e sul linguaggio nelle sue diverse applicazioni. Le due studiose hanno compiuto un’analisi rigorosa che chiarisce molti dubbi e apre le strade per nuove e più approfondite ricerche.

Aldo Forbice

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