venerdì, 28 luglio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Le balle sul proporzionale
Pubblicato il 13-12-2016


Tutti, anche Renzi per la verità, dicono che il proporzionale ci farà tornare alla prima Repubblica (dove sia la seconda non si sa), che i governi si faranno in Parlamento (e quando mai sono stati fatti altrove?). E soprattutto che non ci sarà più stabilità. Osservo a quest’ultimo proposito che dal 1994 ad oggi (cioè per 22 anni) c’e stato solo un governo, quello di Berlusconi (2001-2006), che è durato un’intera legislatura. Dal 1994 al 1996 ci sono stati due governi e nell’ultima fase con una maggioranza opposta a quella iniziale e si è votato dopo soli due anni. Dal 1996 al 2001 ci sono stati tre governi, e gli ultimi due con maggioranze diverse rispetto a quella presentata agli elettori, mentre la legislatura emersa dal voto del 2006 è tramontata nel 2008 col governo sfiduciato da una parte della sua stessa maggioranza. Quella aperta col trionfo berlusconiano del 2008 è incorsa nel distacco di Fini del 2010, con relativo cambio di maggioranza e con l’intervento di Napolitano del 2011 che di fatto ha posto le condizioni per la formazione del governo Monti, appoggiato anche dalle forze che erano all’opposizione. Le elezioni del 2013 hanno consentito la formazione di un governo Letta prima con Forza Italia e poi col solo Nuovo centro destra, derivato da una scissione del partito di Berlusconi. Poi si é formato il governo Renzi e adesso il governo Gentiloni, con identiche maggioranze. Dove sta la seconda Repubblica? Dove sta il rispetto dei governi indicati dagli elettori? Dove sta la stabilità garantita dal maggioritario e dal premio di maggioranza?

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Le considerazioni “politiche” del Direttore mi paiono ineccepibili, e confido dunque che la nuova legge elettorale si incammini sulla strada del proporzionale, il quale, in fondo in fondo, e a mio giudizio almeno, non dispiace a più di un partito, dopo l’esito referendario – a parte il Cavaliere che mi pare si fosse già espresso in proposito prima del voto – nel senso che vi sono verosimilmente le condizioni per riproporlo e vederlo passare.

    C’è ovviamente da tener conto che una parte di opinione pubblica potrebbe “storcere il naso”, perché identifica il proporzionale con la Prima Repubblica – la quale a mio parere, detto per inciso, non aveva affatto sfigurato, oltre ad aver garantito la rappresentanza popolare – e potrebbe allora valer la pena di rafforzare l’Esecutivo, e chi loguida, in funzione per l’appunto della governabilità, in modo da rassicurare in qualche modo la suddetta fascia di pubblica opinione.

    Anche per chi non è esperto della materia, c’è da credere che la modifica dei “poteri” in capo al Primo Ministro comporti una corrispondente modifica costituzionale, ma è forse possibile che se la nuova legge elettorale venisse individuata nei predetti termini con spirito costituente, e dunque con larga maggioranza, altrettanto potrebbe succedere in ordine alla revisione costituzionale verso il “premierato forte”, ottenere cioè la maggioranza qualificata, in modo da non doversi più ricorrere ad una conferma referendaria.

    Paolo B. 13.12.2016

Lascia un commento