lunedì, 26 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Luca Pellegri
Referendum: chi ha vinto e chi crede di avere vinto
Pubblicato il 06-12-2016


Dopo una lunghissima ed estenuante campagna elettorale, il Referendum Costituzionale si è svolto dando una schiacciante vittoria al NO. In apparenza, quindi, nulla cambia; in sostanza, le conseguenze Politiche del voto muteranno il panorama del Paese.

Chi ha vinto? Negli attuali rapporti di forza, le uniche formazioni che possono capitalizzare in termini di consenso politico il voto referendario sono la Lega ed il M5S: la prima lanciando un OPA sulla leadership del centrodestra, la seconda, nel suo splendido isolamento, mantenendo ed eventualmente rinforzando il proprio forte consenso in Italia, tetragono ad ogni forma di dialogo, in attesa di ottenere dagli Italiani un futuro plebiscito, che li porti a governare “come sanno bene loro”.

Ha vinto con forza anche il “terzo Medium”,e cioè la Rete, che, con il suo meccanismo di propagazione dell’informazione e della disinformazione, si diffonde in progressione geometrica, arrivando in maniera capillare a tutti. L’ultimo esempio è stato “lo strano caso delle matite copiative”, forse cancellabili, forse no, che ha tenuto avvinti molti cittadini per tutta la giornata di Domenica, spesso con esiti comici ed imbarazzanti, ma certamente con una impressionante capacità di penetrazione nelle coscienze.

A proposito, che fine hanno fatto i paventati, anzi sicuri brogli, che hanno scosso come una corrente elettrica gli ultimi giorni di campagna elettorale? Dissolti, evaporati, svaniti con la vittoria del NO. Evidentemente siamo in pochi a pensare che il fatto che un risultato elettorale possa a seconda delle convenienze, essere frutto di broglio o cristallino, abbia un deficit di logica, ma tant’è.

Chi crede di avere vinto?

Sicuramente molti Chiarissimi Professori di Diritto Costituzionale, in splendida ribalta per lunghi mesi e che ora possono tornare serenamente alle proprie confortevoli Cattedre, senza alcuna coscienza delle conseguenze politiche che comunque altri avanno il compito di gestire.

Crede di avere vinto una certa Sinistra antiquaria, soffocata da un senso di identità del tutto sovrastimato, che gioisce nelle stanze dei propri Partiti-museo: hanno brillato per una sola sera, ma condannati alla coazione a ripetere del NO, sempre e comunque, si accontentano di restringere e compattare il proprio spazio di azione, sempre più vuoto, sempre più sterile.

Questo è il panorama che ci si presenta di fronte.

E noi Socialisti? Abbiamo appoggiato il SI, ma con molta attenzione alle ragioni del NO. Abbiamo fatto una campagna elettorale molto tradizionale, promuovendo incontri il cui Format prevedeva sempre il confronto- dialogo tra le ragioni del SI e quelle del NO. Abbiamo in sostanza dato la giusta libertà di coscienza ai nostri Compagni senza gli isterismi Stalinisti di una certa Sinistra (ANPI e PD su tutti) che hanno subordinato il voto referendario al concetto di fedeltà alla linea.

Per noi, comunque, la Politica non si ferma con un voto, e, nel suo divenire, ci vede costretti ad esserci, a confrontarci con il mondo Laico, Radicale, Ambientalista, per dare vita ad un soggetto politico che, in naturale alleanza con il PD, si proponga al Paese come vera coalizione di centro-sinistra, alla larga dalle larghe intese ( ormai logore in tutta Europa), e, soprattutto in ferma opposizione ai Populismi identitari Sovranisti, antieuropei, efficaci nel raccogliere i frutti del malcontento, ma fumosi e velleitari nella proposta.

Salvini e Grillo? NO, grazie.

Luca Pellegri
Partito Socialista Italiano

Luca Pellegri

Commissione Nazionale Garanzia PSI

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