giovedì, 25 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Merkel si ricandida a Berlino, ma pensa all’Europa
Pubblicato il 06-12-2016


angela-merkel-a-essen“Non tutti i profughi entrati in Germania potranno rimanere, anche le loro domande di asilo verranno esaminate, e la situazione straordinaria dell’anno scorso non si potrà ripetere”. Angela Merkel esce dal Congresso della CDU a Essen, con la ricandidatura in tasca per le politiche 2017 e una maggioranza schiacciante. Unico punto fermo in un’Europa che sbanda, la Cancelliera si è mossa ancora una volta con destrezza e senso dei tempi anticipando la richiesta che sarebbe arrivata dai maggiorenti per una sterzata a destra sul tema dell’immigrazione. Anticipando la richiesta, l’ha fatta sua, ma depotenziata, così da non entrare in contraddizione sulla linea politica delle ‘porte aperte’ che un anno fa a Karlsruhe aveva lasciato senza fiato per la sorpresa non solo la platea congressuale – ovazione di nove minuti – ma tutta l’Europa. Citando i ‘grandi vecchi’, Adenauer e Khol, aveva scavalcato a sinistra gran parte degli esponenti della socialdemocrazia europea, fin troppo timidi sul tema immigrati, sempre timorosi di perdere consensi a destra.
La Cancelliera aveva ricordato un principio che dovrebbe essere alla base di qualunque impegno politico, quell’‘imperativo umanitario’ che dovrebbe governare le decisioni dei Governi di fronte al dramma di centinaia di migliaia di migranti in fuga da fame e guerre. E mentre prometteva al Congresso di adoperarsi per ridurne il flusso, qualche mese dopo avrebbe annunciato con un altro colpo a sorpresa, la decisione del suo governo di accogliere i profughi siriani.

Come a Karlsruhe un altro lunghissimo applauso dei delegati ha accolto le sue parole quando ha affermato che il velo integrale che copre il viso “deve essere proibito” e che in Germania non potrà mai valere la sharia, la legge islamica, né si potranno creare “società parallele” dove valgono leggi diverse da quelle a cui devono rispondere i tedeschi.

Dunque anche le affermazioni di oggi a Essen, vanno lette ricordando quanto ha fatto fino a oggi, non solo l’accoglienza dei siriani, ma anche il discutibilissimo accordo con Erdogan per fare della Turchia un enorme campo profughi, capace di frenare il flusso di migranti diretti verso il nord Europa.

Un passaggio l’ha dedicato anche alla Brexit, avvertendo Londra che non ci sarà la possibilità di avere libero accesso al mercato unico europeo senza accettare la libertà di circolazione dei cittadini: l’Unione non è come il dolce natalizio tedesco, il Rosinenpickerei, non si può spiluccare, prendersi solo l’uva passa e lasciare agli altri la mollica. O tutto o niente.

Angela Merkel ha infine rivendicato con un pizzico di orgoglio la sua posizione in Europa, ricordando che la Germania da tempo non è più il ‘malato d’Europa’ ed è anzi divenuta un’‘ancora di stabilità” per il Vecchio Continente. Ha parlato insomma come se si preparasse non solo alla ricandidatura a Berlino, ma a essere eletta Cancelliera d’Europa.

C. Co.

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