sabato, 21 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

MPS in ‘gioco’ senza lo Stato con conversione bond
Pubblicato il 12-12-2016


Giornalisti, cameraman e fotografi, davanti alla sede della Banca Monte dei Paschi di Siena dove si tiene un'Assemblea straordinaria di Mps, Siena, 25 Gennaio 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Giornalisti, cameraman e fotografi, davanti alla sede della Banca Monte dei Paschi di Siena dove si tiene un’Assemblea straordinaria di Mps, Siena, 25 Gennaio 2013.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Si scioglie almeno un nodo nella matassa chiamata MPS. La prospettiva di un Esecutivo a breve “ci da’ fiducia sulla possibilità di perfezionare il nostro piano”, ha spiegato una fonte vicina al board senese. Perché per ricapitalizzare la banca con 5 miliardi, trovandoli solo sul mercato, “i tempi ci sono”. Nel giorno del cda convocato a Milano per tracciare una strada alternativa all’intervento dello Stato, Paolo Gentiloni ha ricevuto l’incarico per formare un nuovo Governo.
Dopo la decisione, comunicata nella tarda serata, da parte del Cda di Mps di tentare in extremis la strada della conversione dei bond in mano al retail, il ministero dell’Economia ha fatto sapere di avere “fiducia” nell’operazione ma anche che se non dovesse funzionare è pronto il piano B del Tesoro e “la continuità della banca e il risparmio dei clienti verranno preservati in qualunque scenario”. Quindi ancora una volta è lo Stato a dare fiato e ‘fiducia’ a Mps.

“Qualora l’operazione non avesse successo – hanno spiegato fonti interne al Mef – interverrebbe la ricapitalizzazione preventiva dello Stato secondo le previsioni dell’art. 32” della direttiva Brrd che consente l’intervento pubblico.

Una volta ottenute le autorizzazioni, Mps quindi riaprirà l’offerta di conversione dei bond subordinati della banca in nuove azioni Mps al servizio dell’aumento di capitale da 5 miliardi. La precedente offerta di conversione chiusa lo scorso 2 dicembre aveva registrato adesioni per 1.028 milioni. Riaprendo l’offerta di conversione si punta a raccogliere adesioni, Mifid permettendo, presso gli obbligazionisti subordinati retail di Mps che detengono, tra il bond 2008-2018 e parte di quelli quotati sull’Extramot, obbligazioni per un ammontare nominale ampiamente superiore ai 2 miliardi di euro.
L’operazione dovrà concludersi entro la fine dell’anno, visto che la Bce ha risposto picche alla richiesta senese di poter prorogare la scadenza di 20 giorni.
Verrà così avviato un processo di raccolta ordini (book building) per la sottoscrizione di nuove azioni Mps tra “investori che avevano manifestato interesse. A tal fine, e coerentemente con la struttura sopra delineata, le banche del consorzio hanno confermato la disponibilità a supportare l’operazione di aumento di capitale su base best effort, venendo così meno il precedente accordo di pre-underwriting. Il nuovo accordo – conclude la nota – è attualmente in fase di negoziazione. In parallelo, proseguono le fasi finali delle negoziazioni tra i senior lenders e Quaestio Capital Management SGR in merito alla struttura del finanziamento senior. Tutte le decisioni sono comunque soggette alle approvazioni delle autorità competenti con cui la Banca è in costante contatto”.

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