venerdì, 24 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

MPS, un destino segnato
Pubblicato il 20-12-2016


Il destino di MPS fa scuola per tutto il sistema bancario italiano. Ormai è diventato ininfluente ascoltare anche il parere di mago Merlino, le banche sono aziende che non lavorano… esattamente come molte altre unità produttive del Paese. Quindi, niente lavoro, niente guadagno, niente ricchezza. Le grandi e piccole attività che generano materiali sono state massacrate dalla de-localizzazione e, a seguire, nella carneficina ci siamo finiti tutti, banche incluse. L’Italia si è messa sulla graticola nel momento in cui ha smesso di produrre o, meglio, quando ha permesso alle aziende di de-localizzare le rispettive esperienze lanciandosi in quel mercato globale che le ha “bruciate” e, insieme a loro, il Paese. Dimezzati “depositi e prestiti” come potevamo pensare che le banche rimanessero fuori da questo incendio?! Ebbene, la sorte di MPS è segnata, è segnata nel senso che se entro le prossime ore, e più precisamente domani mercoledì 21 dicembre, non riuscirà a trovare 5 Mld di capitali privati, con la conversione in azioni dei BOND subordinati in mano al retail, sarà spacciata! Infatti, se i 40 mila obbligazionisti che detengono oltre di 2 Mld di bond (a cui è stata data la possibilità di convertire i titoli in nuove azioni) non sosterranno l’operazione, dovrà intervenire lo Stato; peraltro con un decreto da 20 Mld già pronto per salvare non solo MPS, ma pure tutte le altre banche in difficoltà.
Molti Paesi d’Europa, con la Germania in prima fila, fanno finta di essere incazzati pur sapendo che non ci sono alternative.
Certo la patata è bollente, a livello pratico la valanga di miliardi che verrà versata nel sistema bancario italiano forse servirà a passare l’inverno, ma a primavera saremo punto e a capo! La politica grida, i politicanti gridano ancora di più, insomma tutti gridano consapevoli, almeno spero, che se il Paese non torna a produrre il destino è segnato. I “professori”, preoccupati della piega presa, insistono nel sostenere che ormai siamo parte di un ingranaggio che ci impedisce di fare scelte autonome, altrimenti rischiamo di essere stritolati e, sempre gli stessi “professori”, ci dicono inoltre che rimettere in moto la macchina produttiva italiana sarebbe un disastro per la nostra economia. Per carità, sarà anche vero, ma così come siamo messi oggi, abbiamo i mesi contati. A questo punto vorremmo sapere se la ricetta è quella di restringere il campo del lavoro solo ad una élite bancaria e produttiva, magari un pugno di uomini che allo stesso tempo sono, imprenditori, banchieri, editori e magari pure politici che insieme si fanno carico del PIL, dello Spread, insomma, di tutto! Chiedo scusa per la mia curiosità, ma degli altri 60 Mln di cittadini italiani, cosa ne facciamo? Non sarebbe più semplice e dignitoso cancellare il “De” davanti ad ogni cosa, cioè, localizzare e non più de-localizzare per ricominciare daccapo? Allora sì che possiamo ritrovare il piacere di lavorare nell’alimentazione, nella moda, e pescare pure le vongole di un centimetro e mezzo senza il timore che ci possano multare. l’America del tanto vituperato Donald Trump, si sta già muovendo in tal senso! Dunque, il Monte dei Paschi di Siena, esattamente come la Banca Etruria e le due Banche Venete, quelle stesse Banche Venete che solo qualche mese fa sembravano essere un grande affare per gli investitori del Fondo Atlante, ora appaiono depresse. I due colossi veneti non sanno cosa fare, hanno perso i clienti, i risparmiatori si sono mangiati le azioni, il personale gira i pollici, i funzionari non funzionano, e gli immobili cominciano a diventare “opachi”, ma come potrebbe essere altrimenti se è un anno che non lavorano?! Qualche bene informato, che ha libero accesso nei corridoi di Francoforte, dice che la banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, potrebbe essere scelta come vittima sacrificale di Mr. Frankenstein che smania nel voler sperimentare il bail-in. Una occasione unica quella di poter studiare le conseguenze della detonazione di finanza-nucleare, trattandosi, appunto, di MPS, la banca più antica del mondo! Intanto, l’istituto senese nell’ultimo mese ha perso altri sei miliardi di risparmi depositati.

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