lunedì, 27 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Nel 2017 arrivano i bonus della Legge di bilancio
per le future mamme
Pubblicato il 25-12-2016


Inps

BONUS 2017 PER LE FUTURE MAMME

Nel testo della Legge di Bilancio 2017 ci sono diversi contributi e bonus per le famiglie. Tra questi c’è il nuovo bonus nascite chiamato da molti “bonus mamme domani”, o anche “bonus mamme future”. Si chiama così perché a differenza del bonus bebè, questo viene erogato prima della nascita del bambino. Dopo il Bonus Bebè quindi arriva un nuovo aiuto economico per le famiglie, il bonus mamme domani. Vediamo, in breve, chi può richiedere il nuovo bonus mamme e come funziona il beneficio per le future mamme. Con la Legge di Bilancio 2017, come detto, sono stati confermati diversi interventi a sostegno dei nuclei familiari e ne sono stati introdotti anche di nuovi, come appunto il bonus mamme domani per le donne incinte. Si tratta di un contributo differente dal bonus bebè, poiché riguarda le donne in gravidanza. Oltre al bonus mamme domani, nella Legge di Stabilità è anche previsto tra l’altro il voucher da 1.000€ destinato alle famiglie per sostenere le spese d’iscrizione degli asili nido pubblici e privati. Ed è stato confermato inoltre il bonus bebè per 3 anni, mentre il Sia, la social card per il sostegno all’inclusione attiva, è stato esteso su tutto il territorio nazionale. Per tutti questi interventi a sostegno delle famiglie, compresa l’introduzione del nuovo bonus mamme, sono stati stanziati 600 milioni di euro. Ecco, in estrema sintesi, tutto quello che c’è da sapere sul bonus mamme domani 2017. Come fare domanda? Quali sono i requisiti?

Bonus mamme 2017: come funziona?

Cos’è il nuovo bonus mamme domani 2017? Se siete in dolce attesa sarete sicuramente interessate al nuovo bonus da 800€ per le donne incinte. Si tratta di una misura prefigurata dalla Legge di Bilancio 2017 il cui obiettivo è sostenere il reddito delle donne in gravidanza che soddisfano determinati requisiti. Infatti, come è risaputo, tra ecografie, visite specialistiche e farmaci, durante la gravidanza vengono spesi molti soldi. Senza dimenticare quelli che vanno sborsati per l’acquisto dei prodotti per la prima infanzia. Per questo motivo il Governo ha scelto di corrispondere un bonus di 800€ per le future mamme. Questo non è l’unico intervento della Legge di Stabilità a sostegno delle famiglie, poiché come già citato c’è stata la riconferma del bonus bebè, un contributo di 960€ per i primi tre anni di vita del bambino, e del bonus baby sitter, pari a 600€ per tutte le famiglie che rinunciano al congedo facoltativo. Il bonus 800€ per il premio alla nascita verrà pagato in unica soluzione dall’Inps e non concorre alla formazione del reddito complessivo. Ma, per richiedere il bonus mamme domani è indispensabile avere un Isee necessariamente non elevato? Vediamo.

Bonus mamme domani 2017, requisiti: chi può richiederlo?

I primi mesi di gravidanza, dal punto di vista medico, sono i più a “rischio”. Per questo motivo per richiedere il bonus mamme occorrerà aver superato il 7° mese di gravidanza. Inizialmente si pensava che per richiedere il bonus per le donne incinte bisognasse avere un reddito Isee non superiore ai 25mila euro. Tuttavia, l’emendamento che proponeva la soglia Isee di 25mila euro per fruire del bonus mamme domani e del bonus asilo nido non è stato approvato alla Camera dei Deputati. Quindi, questo bonus nascite sarà destinato a tutte le future mamme.

Bonus mamme domani 2017: perché dopo il 7° mese?

Probabilmente in tanti si sono chiesti perché il bonus nascite verrà erogato solamente dopo il settimo mese di gravidanza. La risposta è semplice, anzi ci sono due motivazioni differenti, una economica e l’altra medica. Il primo motivo attiene l’aumento delle spese che solitamente c’è dopo il settimo mese, quando bisogna cominciare ad acquistare tutto il materiale che servirà per i primi mesi del nascituro. Il secondo è un motivo esclusivamente medico. Difatti, dopo il settimo mese gli episodi di interruzione involontaria della gravidanza sono più rari.

Bonus mamme domani 2017: come fare domanda?

Per fare richiesta di accesso al beneficio previdenziale occorrerà attendere il nuovo anno. Infatti, il bonus mamme entrerà in vigore solamente nel 2017 quando verrà emanato un decreto attuativo e una circolare Inps in cui verranno chiarite tutte le condizioni per richiedere il beneficio. Trattandosi di un bonus Inps, però, la procedura per l’invio dell’istanza dovrebbe essere la stessa di quella del bonus bebè e del voucher baby sitter. Quindi, la domanda andrà trasmessa all’Istituto per via telematica. E cioè: direttamente online se si possiede il Pin dispositivo Inps. Anche in questo caso, però, bisognerà aspettare che l’Ente di previdenza emani una circolare con tutte le informazioni; oppure telefonando al numero verde Inps; o, infine, chiedendo informazione a Caf e Patronati o a qualsiasi ente intermediario abilitato ad autorizzare l’invio telematico delle domande Inps.

Inps a porte aperte

IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DA REDDITO DELL’INPS

Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”.

La sezione è dedicata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiare le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto e di quelle categorie di lavoratori che usufruiscono di particolari regole contributive e previdenziali e nel contempo di rendere noti i principali meccanismi di funzionamento dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento. E’ stata recentemente pubblicata una scheda informativa sul patrimonio immobiliare da reddito dell’Inps. Il patrimonio immobiliare dell’Inps è classificabile in 3 categorie:

  • sedi strutturali dell’Istituto;
  • strutture sociali;
  • patrimonio a reddito.

La scheda appena pubblicata dall’Ente di previdenza si occupa della terza categoria composta di circa 30.000 unità immobiliari, suddivise fra unità residue delle operazioni di cartolarizzazione, SCIP1 e SCIP2, (25.000 unità restituite all’Inps dopo la chiusura delle 2 operazioni) e unità immobiliari non cartolarizzate (5.000 unità), per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. Il patrimonio da reddito risulta prevalentemente riconducibile ai soppressi enti previdenziali Inpdap e Inpdai (89% circa delle unità immobiliari di proprietà e del relativo valore). Quasi il 50% delle unità immobiliari dell’Istituto ha un valore di bilancio inferiore a 20.000 euro. In termini di destinazioni funzionali, il patrimonio da reddito si compone per:

  • circa il 36% di unità immobiliari a destinazione abitativa, che rappresentano il 52% del valore;
  • circa il 16% di unità con destinazioni uffici, commerciale e logistica, che rappresentano il 34% del valore totale;
  • circa il 44% da unità secondarie e/o minori (box/posti auto, cantine, ecc.), che rappresentano il 9% del valore totale.

L’Inps procede alla messa a reddito delle unità immobiliari non soggette a vincoli di legge attraverso avvisi pubblici a cura delle Direzioni Regionali ovvero del Gestore affidatario. Nella scheda resa accessibile sul sito sono riportati dati e approfondimenti

Csc

TRA 2013 E 2018 905MILA POSTI DI LAVORO IN PIU’

In cinque anni, tra il 2013 ed il 2018, l’occupazione potrebbe registrare un aumento di 905mila posti di lavoro. A stimare il dato atteso nel prossimo biennio è il Csc nella sue previsioni invernali calcolando però come il recupero dell’occupazione resti comunque ancora inferiore per oltre 1 milione di unità rispetto ai livelli pre crisi del 2008. Nello specifico per il prossimo triennio Confindustria stima un incremento dell’occupazione stimata in Ula del +1,1% quest’anno, +0,6% nel 2017 e +0,7% nel 2018 tornando così alla fine del periodo previsivo a 24,1 milioni di unità, appunto 905mila sopra al minimo di fine 2013. In “graduale calo” per il Csc anche la disoccupazione che dall’11,4% del 2016 scende all’11,% nel 2017 per toccare il 10,5% nel 2018. Un tasso che fletterà, si legge ancora nel Report, “anche a causa dello stallo del processo di revisione delle politiche attive” e a fronte di “tassi di crescita della forza lavoro più contenuti”.

Lavoro e Jobs Act

CONSULTA, L’11 GENNAIO ESAME DEI 3 REFERENDUM ABROGATIVI

L’11 gennaio 2017 la Corte Costituzionale esaminerà l’ammissibilità delle richieste relative a tre referendum popolari abrogativi in materia di lavoro e Jobs act, richieste dichiarate conformi lo scorso 9 dicembre dall’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione. I tre quesiti sono relativi a: “Abrogazione disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi”, “Abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e “Abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”.

Per il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, il referendum della Cgil per l’abolizione di alcune norme del Jobs act aggiunge “nuova incertezza e aggrava l’ansia del Paese”. “Se il referendum arriva cosa accade? Io imprenditore attendo e non assumo. E questo – ha osservato – è il capolavoro italiano dell’ansietà, di far vivere il Paese in un clima perenne di incertezza totale”.

Agenzie Entrate

IN 2017 CACCIA AI GRANDI EVASORI

Lotta senza quartiere all’evasione e alle frodi Iva e controlli che si concentreranno sui contribuenti più a rischio, sui grandi evasori. Sono le linee guida dettate dall’Agenzia delle entrate ai suoi uffici con gli obiettivi 2017, per superare i target di recupero degli ultimi due anni (circa 15 miliardi). Nella lettera di budget si chiede anche di agire ”con rapidità” sul fronte della voluntary bis e di proseguire, intensificandola, con l’azione volta all’adempimento spontaneo, dopo l’invio già nel 2016 di circa 700mila lettere di avviso bonario.

Carlo Pareto

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