giovedì, 30 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Nozze gay, illegittimi
gli annullamenti dei prefetti
Pubblicato il 01-12-2016


Unioni civili-DDL CirinnàIl Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimi i decreti con cui i Prefetti, su disposizione del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, avevano annullato gli atti dei sindaci che avevano registrato nei propri comuni le nozze fra persone dello stesso sesso contratte all’estero. Secondo i giudici il potere di annullare gli atti dei sindaci compete solo ed esclusivamente al Consiglio dei Ministri e non ai Prefetti che non avrebbero questa competenza. Proprio Angelino Alfano aveva infatti invitato i Prefetti di Milano ed Udine ad annullare le trascrizioni delle unioni civili, in modo tale da renderle nulle agli occhi della Legge. Una disposizione che aveva attirato numerose critiche, e che questa mattina è stata giudicata inammissibile da due sentenze emesse dalla Terza Sezione del Consiglio di Stato (n. 5047 e n. 5048), che ha così rigettato le recriminazioni del Ministro degli Interni.

Era il 2014 quando alcune città – in attesa che una legge definisse la questione – decisero di agire autonomamente. Il sindaco Giuliano Pisapia firmò in un colpo solo dodici trascrizioni: tutte coppie in cui almeno uno degli sposi o delle spose aveva la residenza a Milano, ma che avevano deciso di sposarsi in Paesi stranieri dove le nozze gay erano già consentite. Una sfida, quella di Pisapia e degli altri sindaci, al ministro Alfano, che reagì imponendo ai prefetti la cancellazione d’imperio.

Il Comune di Milano, con alcune delle coppie coinvolte, si è successivamente rivolto al Consiglio di Stato per vedere riconosciuto quel diritto, e i giudici hanno accolto la loro tesi, pur non entrando nel merito della questione, ovvero se i sindaci potessero trascrivere i matrimoni contratti all’estero da persone dello stesso sesso. Questione in parte superata, adesso, dalla legge sulle unioni civili, che prevede la trascrizione, su richiesta degli interessati, nel nuovo registro delle unioni civili di ogni Comune.

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