giovedì, 23 febbraio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pena di morte, le Filippine votano per il ritorno del boia
Pubblicato il 07-12-2016


Tempi cupi per la pena di morte che sembra trovar nuovo vigore all’ombra dei nascenti populismi. Se l’ipotesi lanciata da Paul Nuttali, il successore di Farage alla guida dell’Ukip, di un referendum sulla reintroduzione della pena capitale nel Regno Unito appare più una boutade, diverso è il caso degli Usa dove i cittadini americani un mese fa oltre ad eleggere il proprio presidente hanno votato a favore del ripristino della pena capitale nello stato del Nebraska, hanno bocciato in California la sua abolizione chiedendo invece una riduzione dei tempi tra condanna ed esecuzione, infine in Oklahoma hanno confermato la legittimità della pratica.

Senza scomodarsi in analisi transoceaniche, anche alle porte della vecchia Europa si rianimano i sostenitori della pena capitale. Dopo il fallito colpo di stato del luglio scorso, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha più volte manifestato la volontà di reintrodurre l'”omicidio di Stato”. “Se il popolo vuole la pena capitale, la cosa va al parlamento. Se il parlamento dice sì, io sono pronto a firmare il provvedimento”, ha recentemente dichiarato.

Ma la minaccia più grave e imminente ai diritti umani arriva dalle Filippine dove il controverso presidente Rodrigo Duterte da quando è stato eletto, lo scorso mese di maggio, si è reso protagonista di una serie di inquietanti provvedimenti. Come la creazione di veri e propri “squadroni della morte” – in parte anche appartenenti alla polizia – che per combattere il narcotraffico in appena sei mesi si sarebbero resi responsabili di oltre 5mila omicidi, presunti sospettati uccisi senza processo, nè difesa.

filippine_duterte

Rodrigo Duterte

Ma non basta. Duterte si è più volte espresso per il ritorno alla pena di morte per reati quali il traffico di droga, lo stupro, l’omicidio e il furto. Una volontà che potrebbe essere esaudita il prossimo 16 dicembre con il voto in Parlamento sul progetto di legge che reintroduce la pena capitale ad appena dieci anni dalla sua abolizione. Amnesty International ha lanciato un appello internazionale per cercare di convincere i legislatori a fermare il ritorno del boia. Duterte non si scompone e semmai mostra un volto umano: avrebbe suggerito lui stesso l’impiego del metodo dell’impiccagione rispetto al plotone di esecuzione perché viene ritenuto più umano oltre che più economico.

Massimo Persotti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento