mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Referendum, le ultime polemiche prima del voto
Pubblicato il 02-12-2016


referendumIl voto all’estero ha chiuso i seggi con il 40% dell’affluenza contro ogni più rosea prospettiva: il voto all’estero per il referendum pare essere molto sentito. Si tratta di una percentuale importante e ben oltre il 30% delle elezioni politiche del 2013 e il 19% del referendum sulle trivelle. In Svizzera, secondo i primi dati che circolavano, ha votato il 42,2% degli italiani registrati, un netto balzo in avanti rispetto al 36% raggiunto tra i cantoni alle politiche 2013. In Gran Bretagna l’affluenza è stata invece del 37%. In totale da tutto il mondo potrebbero arrivare anche 1,6 milioni di schede – gli aventi diritto sono poco più di quattro milioni – che alla fine in caso di testa a testa tra Sì e No potrebbero rivelarsi decisive. In questo caso,come anticipato nei giorni scorsi il presidente del comitato del No,

Alessandro Pace: “noi avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum”, perché il voto, secondo quanto stabilisce la nostra Carta, è “personale, libero e segreto”, ma per il modo con cui si vota dall’estero “non è garantita la segretezza”. E sulle polemiche relative a possibili brogli nel voto degli italiani all’estero, è intervenuto di nuovo questa mattina il premier Matteo Renzi. Nel corso di una intervista ad Rtl, ha ribadito: “mi dispiacciono molto. E’ un film che tutte le volte qualcuno ripropone, soprattutto chi ha paura di perdere”. Il Presidente del Consiglio poi bolla come ‘fantapolitoca’ l’ipotesi di elezioni anticipate in caso di vittoria del Sì. “Il voto all’estero – ha ricordato – è stato proposto da un governo di cui fa parte anche la Lega ed è stato votato anche dal centrosinistra. Ma non capisco perchè dire che lì si fanno i brogli. Perchè Salvini deve alimentare le polemiche in Italia mentre in Ue, che è quella che gli paga lo stipendio, si discuteva dell’Italia e del terremoto? Se fosse stato a Strasburgo avrebbe onorato meglio il suo lauto stipendio e il suo ruolo”. Il Ministro degli esteri Paolo Gentiloni a sua volta dai microfoni di Radio Anch’io ha puntualizzato:” non solo non ha senso parlare di brogli, ma è anche offensivo per le istituzioni che svolgono questo compito”. E spiega: “Non è la prima volta che si vota all’estero e per corrispondenza, penso che tutto si sia svolto in modo regolare”. Quanto alle denunce del Comitato del No di elettori all’estero che hanno fotografato e postato sui loro profili social la scheda con il voto espresso, il ministro ha ricordato che “il voto è segreto e violarlo è reato”. “Correttezza e regolarità del voto” è stata assicurata dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Critico sulle modalità del voto degli italiani all’estero, il laeder della Lega, Matteo Salvini: “Penso che nei consolati e nelle ambasciate ne siano successe di cotte e di crude ma conto sul fatto che il voto degli italiani, di milanesi torinesi o napoletani, superi gli eventuali Si’ inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo. Non sono preoccupato per niente”. Le urne nei consolati italiani sono state sigillate alle ore 16, ora locale, di ieri. La prima Sede a chiudere è stata Wellington, quando in Italia erano le 5 del mattino di ieri. L’ultima Vancouver, alle 1 del mattino di oggi, ora italiana. Nelle giornate di oggi e domani 195 corrieri diplomatici contenenti il materiale elettorale in partenza da 195 sedi viaggeranno verso Roma su 210 diversi voli accompagnati da funzionari del Ministero degli Esteri.

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